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L'irriverente - Sentendo in tv sempre le stesse cose al cervello rimane spazio per un po' di libera uscita

Bunga bunga dopo il referendum…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Più lunga di una Quaresima ‘sta campagna referendaria.

Meno male che sentendo in tv sempre le stesse cose, al cervello rimane spazio per un po’ di libera uscita. Così, una sera a Otto e mezzo s’è allontanato mentre la Gruber interrogava sul voto al referendum costituzionale due dei soliti che viaggiano da una trasmissione all’altra.

Quello più inc…, un tipo giornalista montanelliano lucido e sarcastico, rispondeva no mentre la giovane deputata Pd, tipo Brunetta dei Ricchi e Poveri, gorgheggiava sinuosa il sì da copione.

Nel lobo di sinistra, invece, andava in onda uno spot ripescato tra cianfrusaglie del passato. Erano infatti apparse all’improvviso le parole bunga bunga, le quali, anziché ad Arcore ed interni vari, sembravano riferite proprio a quel che si vedeva sullo schermo, agli interrogati trasformati nei famosi tre esploratori della barzelletta berlusconiana capitati in mezzo ad una tribù di selvaggi erotomani che li obbligavano a scegliere tra il bunga bunga e la morte.

Il primo diceva subito sì al bunga non sapendo che fosse fino a quando tutti insieme, quegli assatanati, lo presero esultanti. Il secondo allora si pronunciò per il no, ma alla morte, e naturalmente fu seviziato.

Il terzo di questa roulette russa era invece bloccato in camerino perché sul corridoio stazionava immobile la nota mucca di Bersani. Avrebbe voluto dire no e, a pensarci bene, anche sì ma, ammaestrato dalle risposte democristiane di quando era comunista, aveva infine deciso per il in, che, per colpa della mucca in corridoio, non comunicò.

La trasmissione intanto finiva ed in quella parte liberale di cervello in fuga i selvaggi erotomani parvero ripiegare delusi all’indietro, quando il capotribù, all’improvviso, intimò l’alt e fece una promessa: a quello della mucca penseremo poi. Bunga bunga anche per lui, ma dopo.
Dopo il referendum.

Renzo Trappolini

17 ottobre, 2016

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