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Ecclesia viterbiensis - Sulla visita dell'alto prelato indagato per pedofilia interviene il Coordinamento sociale

“Il cardinal Pell a Viterbo, siamo indignati”

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George Pell

George Pell

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  “Ecclesia viterbiensis”: una scelta discutibile.

In merito alla decisione di invitare nella città di Viterbo il cardinale George Pell, denunciato e indagato per abusi sessuali su minori, in occasione del convegno “ Ecclesia viterbiensis”, organizzato da Egidio 17, Touring Club e Diocesi di Viterbo, è nostra intenzione esprimere tutto il nostro condiviso disappunto.

Pur conoscendo e attuando il concetto della presunzione d’innocenza: un principio giuridico secondo il quale un indagato (e il cardinale Georges Pell lo è ) è considerato non colpevole sino a che non sia provato il contrario.

Pur non mettendo in dubbio le competenze che hanno spinto l’organizzazione ad invitarlo a sedersi a quel tavolo.
Crediamo che la scelta dell’organizzazione sia di pessimo gusto e piuttosto inopportuna è la dichiarazione del direttore artistico Antonio Rocca, pubblicata sulla testata “Tusciaweb”: “Quando stavamo organizzando il programma della giornata – ha spiegato il direttore artistico di Egidio 17 Antonio Rocca, prima dell’inizio della conferenza stampa di presentazione del convegno – ci siamo posti il problema del cardinale Pell e delle accuse di abusi sessuali su minori. Ma visto che papa Francesco, così duro per i fatti di pedofilia, ha ritenuto di non spostarlo dal ruolo che ha il cardinale presso la Santa Sede, lo abbiamo invitato ugualmente”.

Uno mal riuscito tentativo di sfuggire ad una responsabilità intellettuale che un uomo nella sua posizione dovrebbe avere.

Il cardinale rischia l’incriminazione in Australia per abusi sessuali su minori in seguito a due denunce.
Questo ci spinge ad una riflessione volontà di manifestare il nostro disagio, dissenso e la nostra indignazione sulla scelta dell’ospite in questione.

Coordinamento Sociale Viterbo


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29 ottobre, 2016

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