Viterbo – Dall’inchiesta sulla pedofilia al convegno sull’Ecclesia viterbiensis.
Il cardinale George Pell, denunciato e indagato per abusi sessuali su minori, è uno degli ospiti di punta della giornata di studio organizzata da Egidio 17, Touring club e Diocesi di Viterbo il 29 ottobre a palazzo dei Papi.
Il cardinale e prefetto della segreteria per l’Economia presso la Santa Sede, interrogato nei giorni scorsi dalla polizia australiana in Vaticano, avrebbe respinto le accuse mosse nei suoi confronti, spiegando come riporta Repubblica “che le affermazioni secondo le quali avrebbe abusato sessualmente di qualcuno, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento della sua vita, sono totalmente false e completamente errate” .
Ma intanto l’inchiesta, divisa in due filoni ben distinti, va avanti.
Il primo filone riguarda proprio i presunti abusi sessuali su minori che Pell avrebbe compiuto negli anni ’70 e ’80, quando era semplice prete a Ballarat, e nei confronti di un ragazzino del coro della cattedrale di St Patrick negli anni ’90, quando era vescovo di Melbourne.
Il secondo filone invece riguarda il presunto insabbiamento delle indagini sugli abusi compiuti da altri sacerdoti a Ballarat, quando l’alto prelato era all’inizio della sua carriera episcopale.
“Quando stavamo organizzando il programma della giornata – ha spiegato il direttore artistico di Egidio 17 Antonio Rocca, prima dell’inizio della conferenza stampa di presentazione del convegno – ci siamo posti il problema del cardinale Pell e delle accuse di abusi sessuali su minori. Ma visto che papa Francesco, così duro per i fatti di pedofilia, ha ritenuto di non spostarlo dal ruolo che ha il cardinale presso la Santa Sede, lo abbiamo invitato ugualmente”.
Papa Francesco sulla vicenda del cardinale Pell è stato molto chiaro affermando: “Una volta che la giustizia ha parlato, parlerò io”.
Le accuse che vengono mosse al cardinale Pell nel primo filone dell’inchiesta arrivano dalle testimonianze di “due uomini, oggi quarantenni, che raccontano gli abusi subiti – scrive Repubblica – nell’epoca in cui frequentavano la scuola primaria. I fatti sarebbero avvenuti nel 1978-79 e i due uomini hanno presentato denunce separate alla polizia di Victoria. Uno degli accusatori del porporato, Lyndon Monument, ha detto di avere taciuto fino a questo momento a causa del potere dello stesso cardinale”.
Ci sarebbero otto testimonianze fornite alla polizia da presunte vittime e familiari. “Tra questi – scrive ancora Repubblica – un episodio alla fine degli anni settanta in cui Pell avrebbe toccato in maniera inappropriata due ragazzi in una piscina alla fine del 1970. Lyndon Monument all’Abc ha raccontato che mentre giocavano in piscina “le mani del prete toccavano i genitali, dall’esterno dei pantaloni, che dentro l’acqua venivano abbassati”. La versione di Monument è stata confermata da un altro studente.
Sulla seconda parte dell’inchiesta il cardinale George Pell, tra marzo e febbraio – sempre secondo quanto riporta Repubblica -, “è stato ascoltato quattro volte e chiamato in causa non per fatti direttamente a lui attribuiti ma perché avrebbe coperto reati commessi da sacerdoti delle sue diocesi tra gli anni Settanta e Ottanta, in particolare sui reati compiuti dall’ex sacerdote australiano Gerald Ridsdale, accusato di avere abusato di più di 54 bambini”. Pell ha sempre dichiarato di non aver saputo nulla sulle accuse contro Ridsdale, prima che divenissero pubbliche dopo il suo arresto nel 1993, pur ammettendo in almeno un’occasione che all’epoca giravano voci e sospetti sul conto del sacerdote.
“In sostanza, riporta il Corriere della Sera, Pell sarebbe accusato di avere coperto sacerdoti responsabili di abusi, permettendo che fossero trasferiti da una parrocchia all’altra, e di aver insabbiato gli scandali per evitare risarcimenti. Un quadro sconcertante: agli atti ci sono 54 denunce per abusi su minori commessi soprattutto negli anni Settanta, 281 sacerdoti coinvolti, la congregazione dei “Christian Brothers” costretta a pagare 37,5 milioni di dollari di risarcimenti”.
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