Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Nei giorni scorsi l'ispettrice cinese Lu Zhi ha visitato i Monti Cimini e Monte Raschio

Faggete vetuste, un altro passo verso il riconoscimento Unesco

Condividi la notizia:

La Faggeta

La Faggeta

La Faggeta

La Faggeta

Viterbo – Faggete vetuste, un altro passo verso il riconoscimento Unesco.

Nei giorni scorsi l’ispettrice cinese Lu Zhi, inviata dall’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), ha visitato i dieci siti italiani della rete delle faggete vetuste candidati a patrimonio naturale dell’umanità.

I dieci siti italiani sono la foresta vetusta di Cozzo Ferriero nel parco nazionale del Pollino, la foresta vetusta di Sasso Fratino nel parco nazionale delle foreste Casentinesi – Monte Falterona- Campigna, il cluster di foreste vetuste di Val Cervara, Coppo del Principe, Coppo del Morto nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la foresta vetusta di Oriolo Romano, la foresta vetusta della Foresta Umbra nel Parco nazionale del Gargano. In totale l’Italia partecipa con una superficie di 2.127 ettari con le caratteristiche di eccezionale valore universale.

Nella Tuscia l’ispettrice Lu Zhi, biologa dell’Università di Pechino, è arrivata lunedì, dove nel pomeriggio ha incontrato i sindaci di Oriolo Romano e Soriano e martedì mattina ha visitato i Monti Cimini e Monte Raschio. Ad accompagnarla nei siti della Foresta Umbra un gruppo di lavoro formato da Giunluca Piovesan e Alfredo Di Filippo dell’Università della Tuscia di Viterbo (Dafne) che sta seguendo tutti i siti italiani candidati e da Carmelo Gentile, referente del Parco nazionale d’Abruzzo, capofila del progetto per l’Italia.

“Le faggete della Foresta Umbra – ha dichiarato Alfredo Di Filippo- sono uniche in Europa per il loro aspetto maestoso e l’elevata biodiversità, grazie all’elevatissimo grado di conservazione di questi siti rifugiali in ambiente Mediterraneo. Qui il faggio riesce a raggiungere 350 anni di età (a quote simili difficilmente raggiunge i 250) ed un’altezza di 45 metri (solitamente la statura non supera i 35)”.

Il prossimo passo è la stesura di un report che terrà conto di quanto visto e sentito e che sarà poi sottoposto ad un’apposita commissione Unesco alla quale toccherà esprimersi nei primi mesi del 2017.


Condividi la notizia:
12 ottobre, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/