Viterbo – “Marco Proietti chi?”. Da Roma, l’esponente di Forza Italia bacchetta il partito viterbese. Troppo litigioso
Ma dal capoluogo, Claudio Ubertini (FI) rimanda al mittente le accuse. Un problema tra gli azzurri c’è, ma non solo nella Tuscia e soprattutto, Proietti chi è?
“Come capogruppo al comune di Viterbo – spiega Ubertini – non conosco questo signore. Proietti, chi? Spero presto d’avere il piacere d’incontrarlo. Non so chi sia, mi dicono che faccia parte della segreteria di qualche parlamentare”.
Però solleva un problema. Gli azzurri spaccati a Viterbo, con le beghe delle due “cordate” che fanno andare in secondo piano tutto il resto. Da una parte Battistoni, Arena e Bacocco, dall’altra Marini, Ubertini e gli altri.
“Il problema che lui pone è limitativo – osserva Ubertini – non riguarda solo Viterbo. Oggi il partito non ha più appeal, manca una figura capace di trainare, non ci sono temi di discussione, non esiste una linea politica. Un partito che non si capisce dove voglia andare.
Un giorno da una parte e il giorno dopo dall’altra. Un giorno arriva Parisi l’innovatore e rottamatore e il giorno dopo scompare e rispuntano i soliti personaggi”.
Nel capoluogo la contrapposizione ultimamente si è esasperata. “A Viterbo un certo dualismo c’è sempre stato – precisa Ubertini – negli ultimi tempi si è accentuato. Ma non dipende da Viterbo, dipende da Forza Italia.
In regione non sappiamo se c’è un coordinatore, non ci sono contatti. Io, sempre nel ruolo di capogruppo, non ho mai avuto il piacere d’essere contattato, di confrontarmi con qualcuno. Ognuno si organizza per proprio conto. Una volta Arena fa una cosa, un’altra la fa Battistoni e il giorno dopo Marini”.
Poco partito nelle iniziative. “Sono finalizzate – sostiene Ubertini – non ci prendiamo in giro. Ognuno pensa per se. A cominciare da chi sta in Parlamento”.
Manca un uomo al comando. Non c’è più Berlusconi. “Non avere dato vita a una struttura di partito ha portato a questo. Andandosene lui, Forza Italia, dal capo e arrivando alla base, non c’è più”.
Esempi pratici esistono. “Basti guardare a quanti hanno partecipato all’iniziativa sul referendum. Oppure il comitato per il no del centrodestra. In due riunioni non più di sei persone su trenta nominate.
C’è disaffezione alla politica in generale e oggi manca chi possa fare da collante, andando a recuperare la base, persa. Parecchi non vogliono più sentire parlare di politica.
Ecco perché la visione di Proietti è molto limitata”.
Giuseppe Ferlicca
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