Viterbo – (g.f.) – “A Viterbo siete degli incapaci”.
Vittorio Sgarbi, fine di un amore con la città dei Papi. Il critico d’arte sbrocca al telefono, all’assessore alla Cultura Giacomo Barelli. E lo fa di fronte alle telecamere di Repubblica Tv. Che riprende tutto. Il video è eloquente.
Motivo del contendere, una mostra che Sgarbi aveva proposto per Natale a costo quasi zero. Ma da Viterbo non gli hanno fatto sapere nulla. Nemmeno che non la volevano. Morale della favola. Rottura totale.
Via il suo nome pure dalla candidatura di Viterbo a città europea della cultura.
Mentre sta per inaugurare un’esposizione a Firenze, telefona a Barelli. Il critico s’inalbera subito.
“Se non volete fare la cosa di Francis Bacon ditelo, la faccio da un’altra parte. Non è che potete prendere per il culo, rompete i coglioni, scopro che fate un’altra cosa e poi non v’interessa più”.
Viterbesi definiti incapaci e pure ingrati. “Uno costruisce una cosa apposta per voi – incalza Sgarbi – abbiate almeno il buonsenso di comunicarlo. Ditemelo. La faccio altrove la mostra, a 15 chilometri. La faccio a Orte”.
Dall’altra parte si sente Barelli. Prova a replicare, ma Sgarbi è una furia.
“Se avete una cosa gratis e non siete capaci di farla, non mi rompete i coglioni. Imparate la buona educazione. Vi costruisco una cosa a costo zero… andate a fare in culo. Non chiamatemi più”.
La conversazione finisce. Sfogo finale. “Queste testa di cazzo…”. Una collaboratrice s’informa. Chi era al telefono? Le dicono Barelli.
La sfuriata del critico non è finita. “Che tolgano il mio nome – continua Sgarbi – non li voglio più sentire nominare. Mai più. Tolgano il mio nome dalla loro cazzo città europea della cultura”. La candidatura che il critico aveva appoggiato.
Sgarbi è a Firenze per un’inaugurazione. Gli suggeriscono di staccare il telefono. “Ma tanto non rispondo”.
Quando si placa un po’, spiega ai presenti, c’è la stampa all’iniziativa: “Questi qui – osserva Sgarbi riferendosi all’amministrazione comunale – non hanno una cazzo di lira.
Ti chiedono di fare le cose gratis. Quando mi rendo conto che il budget, mettiamo, sarebbe di 12mila euro, mi viene da dire di no. Ma poi penso a una soluzione”.
Una mostra su Francis Bacon, cui aggiungerne altre tre. Non si farà.
E la storia d’amore tra Sgarbi e Viterbo finisce nel peggiore dei modi. Con una figuraccia per la città, di fronte alla stampa nazionale presente.
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