Roma – Cento sedici. E’ il numero di richieste di archiviazione formulate dalla procura di Roma per altrettanti indagati nell’inchiesta Mafia Capitale. Per i pm di piazzale Clodio “non sono stati acquisiti elementi idonei a corroborare le tesi d’accusa”.
Al gip è stato chiesto di archiviare anche la posizione di Nicola Zingaretti. Il presidente della regione Lazio era sotto inchiesta per due casi di corruzione e per uno di turbativa d’asta del 2014. Gli episodi erano stati denunciati da Salvatore Buzzi negli interrogatori del 23 e 24 giugno 2015, a sei mesi dall’arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso.
Per i pm, quelle del ras delle coop “sono accuse infondate, senza alcun riscontro”. Ma tra le persone su cui la procura non ha trovato elementi per proseguire le indagini figurano, oltre a Zingaretti, altri politici, imprenditori e professionisti.
Chiesta l’archiviazione per la posizione di Vincenzo Piso, parlamentare, a cui era contestato il finanziamento illecito. Per la posizione del presidente del consiglio regionale, Daniele Leodori (turbativa d’asta), dell’ex consigliere comunale con delega allo sport nella giunta Alemanno, Alessandro Cochi (turbativa d’asta), e dell’ex braccio destro di Alemanno, Riccardo Mancini (associazione mafiosa), e del capo della segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli (associazione mafiosa).
Tra gli imprenditori, il costruttore Luca Parnasi (corruzione); presente anche Gennaro Mokbel (riciclaggio). Chiesta l’archiviazione per Ernesto Diotallevi (associazione mafiosa). Stessa richiesta per i penalisti Paolo Dell’Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti, finiti nel registro degli indagati per associazione mafiosa.
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