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Washington - Hillary Clinton non ce l'ha fatta

Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti

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Donald Trump

Donald Trump

Hillary Clinton

Hillary Clinton

Washington – Hillary Clinton non ce l’ha fatta. A sorpresa Donald Trump è il nuovo presidente degli Usa. Borse in picchiata. Affondano Tokyo e Hong Kong.

Donald Trump ha sbaragliato il suo avversario democratico. Fin dalle prime ore della notte si è subito visto che tutti i sondaggi e tutti i media americani hanno sbagliato le previsioni.

Il candidato repubblicano ha vinto contro ogni previsione. La pancia degli Usa ha votato per lui. Le città operaie hanno votato per lui. La Florida ha votato per lui… la la Pennsylvania ha votato per lui.

Circa 220 milioni di aventi diritto l’8 novembre sono stati chiamati a scegliere il successore di Barack Obama, il primo presidente afroamericano. E hanno decretato la fine del sogno che Obama aveva suscitato.

L’altro ieri, insieme alla moglie Michelle, Obama aveva partecipato al comizio conclusivo della candidata democratica a Philadelphia. Ma neppure questo ha potuto far vincere la Clinton. Che è stata evidentemente percepita come un pezzo di vecchio e corrotto establishment.

L’apertura e la chiusura dei seggi negli Usa – con 9,8 milioni di chilometri quadrati e sei fusi orari – è stata progressiva.

Dopo il Vermont, alle 6 (le 12 in Italia) hanno aperto i seggi in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Jersey, New York e Virginia. Alle 6,30 (le 12,30 in Italia), si sono recati a votare North Carolina, Ohio e West Virginia.

Mezz’ora più tardi è toccato a Florida, Delaware e Georgia, New Hampshire, Maryland, Massachusetts, Pennsylvania, Rhode Island e South Carolina, Distretto di Columbia.

Illinois e Luisiana, hanno aperto i seggi alle 6 ora locale (le 13 in Italia). Un’ora dopo è stata la volta di Iowa, Kansas, Alabama, Michigan, Minesota, Misisipi, Oklahoma, Tennessee, South Dakota, Texas e Wisconsin.

In Arkansas hanno iniziato a votare alle 14.30 in Italia, trenta minuti dopo il Nebraska. L’Arizona ha aperto i seggi alle 6 ora locale (le 14 in Italia), mentre Colorado, Montana, New Mexico, Utah e Wyoming alle 7 ora locale (le 15 in Italia), e l’Idaho a partire dalle 8 (le 16 in Italia).

California, Nevada, Oregon e Washington hanno aperto le urne alle 7 (le 16 in Italia), mentre gli ultimi ad aprire i seggi sono stati Alaska e Hawaii (rispettivamente alle 18 e 19 in Italia, rispettivamente).

Hillary Clinton è stata sempre in svantaggio nel voto popolare, ma c’erano alcuni stati cosiddetti “swing state” che potevano fare la differenza. Ma neppure questi le hanno dato ragione. Perfino la vittoria di misura in Virginia ha dato il segno della debolezza di Hillary Clinton.

Di questi il più importante era la Florida con 29 voti elettorali. Proprio qui, in passato, si sono decise diverse elezioni presidenziali, tra cui quella del 2000, quando le chiavi della Casa bianca sono state consegnate a George W. Bush. E proprio la vittoria in Florida ha dato netta la prima sensazione che Donald Trump sarebbe diventato presidente degli Usa.

A seguire come importanza la Pennsylvania con 20 voti conquistata da Trump, il Michigan con 16 (Trump), il North Carolina con 15 (Trump), l’Ohio con 18 (Trump).

Lo spoglio dei voti è iniziato con la chiusura dei seggi alle 18 locali nella costa orientale (mezzanotte in Italia) e si è concluso con la California e l’Alaska (alle 5 e le 6 in Italia).

I verdetti più importanti non sono arrivati prima delle 2, dopo lo spoglio in Florida, North Carolina e Ohio.

In un primo momento Hilary Clinton non non ha riconosciuto la vittoria di Trump. Il suo capo della campagna elettorale, intervenendo ha detto: “Non è ancora finita. Stiamo ancora contando i voti, e ogni voto conta”. John Podesta, ha invitato i sostenitori ad andare a riposarsi, non ci saranno dichiarazioni.

Solo alle 8,40, ora italiana, Hilary Clinton ha riconosciuto la sconfitta e concesso la vittoria. Nonostante da ore fosse chiara la vittoria di Trump.


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9 novembre, 2016

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