Viterbo – (m.l.r.) – Insegnati licenziate per un titolo di studio, la Uil gioca le sue carte.
Stamattina Silvia Somiglia, segretaria provinciale Uil Scuola, e l’avvocato Massimo Pistilli hanno provato a far chiarezza su una vicenda che sta gettando nel panico moltissime insegnanti nella Tuscia e in Italia.
Il problema è che il Miur ha avviato un’istruttoria sui titoli di studio abilitanti all’insegnamento. E in questa partita tutti i lavoratori in possesso di titolo di studio linguistico sono stati tagliati fuori, perché quel diploma, sempre secondo il Miur, non è abilitante per la carriera di insegnante.
L’effetto è stato ovviamente dirompente. Visto che molti dirigenti hanno provveduto a cessare i contratti con maestri che avevano quel titolo e da anni erano stati inseriti nelle graduatorie a esaurimento.
“Noi riteniamo – ha detto Silvia Somigli in apertura di conferenza – che le persone, in possesso di licenza linguistica, non siano lavoratori serie B. Quando sono stati inseriti negli elenchi non c’è stata nessuna intenzione di privilegiare nessuno. Anzi, abbiamo sempre agito nell’interesse dei lavoratori e dei loro diritti cercando una vita di confronto con l’amministrazione”.
La Uil, tramite lo studio legale Pistilli, ha deciso di mettere dei punti certi in questa controversa vicenda.
“Solo al pronunciamento del Consiglio di stato – spiega l’avvocato Pistilli – diremo game over. Fino ad allora si dovrà rispettare quanto esistente. Il Miur ha sicuramente avuto tutto il diritto di fare l’istruttoria, non voglio entrare nel merito, e ha quindi stabilito che il valore del diploma a indirizzo linguistico non è abilitante per l’insegnamento, ma ci sono dei provvedimenti giudiziari a carico di alcune nostre iscritte che dicono che devono tornare a far parte degli elenchi di prima fascia (graduatorie a esaurimento). E il provvedimento giudiziario, nell’ottica della separazione dei pareri, al momento è vincolante. Noi siamo pronti a chiamare il commissario ad acta per far rispettare questi provvedimenti, perché sono vincolanti”.
Le insegnanti della Tuscia iscritte alla Uil che hanno ricevuto “l’avviso di sfratto” dalle liste da parte del Miur sono circa 15. Una sessantina in tutta Italia.
“Da quello che abbiamo appreso – dice ancora Pistilli – il Consiglio di stato sembra propendere per il valore abilitante. Ed è proprio questo l’organo che stabilirà cosa dovrà accadere. Resta il fatto che fino a che il Consiglio non si pronuncia, nel nostro caso giugno, tutte le insegnanti che hanno provvedimenti giudiziari vanno reintegrate. Per noi conta la legalità. E la legalità è il rispetto dei provvedimenti. Di tutto il resto andremo a discutere”.
Il rischio in questa partita è che si scateni una guerra tra poveri. Poveri precari.
“Revocare contratti – dice infine Silvia Somigli – quando l’anno scolastico è già iniziato significa, tra l’altro, interrompere la continuità didattica e pedagogica. Significa creare disagi spesso a ragazzi con problemi o disabilità. Noi siamo rispettosi di tutte le azioni amministrative e siamo pronti a collaborare nell’interesse dei lavoratori affinché si trovi una soluzione a questa controversa situazione”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY