Viterbo – “Il governo metta mani e occhi sulla prefettura di Viterbo”. Per il parlamentare Pd Alessandro Mazzoli, la prefetta Rita Piermatti non sta rispettando le indicazione del ministero degli Interni sulla gestione dei migranti. E soprattutto sta creando problemi che una buona gestione eviterebbe. Al centro dell’attenzione soprattutto l’ex Fiera, dove sono previsti alloggi per 60 persone.
L’allarme è stato lanciato ieri dal palco di Fondazione, al Caffè Letterario di via Garbini. Il tema: l’immigrazione. La domanda: Viterbo è una città sicura?
“Ho presentato – spiega Alessandro Mazzoli – un’interrogazione parlamentare sulla gestione migranti nella provincia di Viterbo. Non avrei voluto, ma sono stato costretto perché la risposta della prefettura non corrisponde alle indicazioni date dal governo. Se a livello nazionale si sta lavorando per un modello unico di gestione, lo Sprar, a Viterbo avviene il contrario: affidamenti diretti, procedure di gara e manifestazioni di interesse”.
Il parlamentare chiede che il ministero supervisioni. “Deve mettere occhi e mani sulla gestione dei migranti nella Tuscia – sottolinea Mazzoli -. Ho più volte parlato con la prefetta Rita Piermatti, ma a mio avviso non c’è la volontà di tradurre l’accordo nazionale tra governo e comuni. E’ grave, inaudito. Non si sta lavorando per l’accoglienza, ma si stanno sistemando esseri umani in maniera burocratica”.
Se la direzione della prefettura è sbagliata, ecco la soluzione. “Istituire – dice Mazzoli – una conferenza permanente, una cabina di regia tra prefettura e sindaci, che aiuti i comuni a predisporre i progetti Sprar”.
Il dibattito è stato moderato dal direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti. Ad aprire l’evento, una virtuale tavola rotonda tra i rappresentati di quattro associazioni che operano sul territorio: Kyanos, Erinna, Arci solidarietà Viterbo onlus e Cuore di mamma.
“Nessuna emergenza migranti – rassicura Alessandra Capo di Arci solidarietà -, né in Italia né nella Tuscia. C’è solo una gran confusione di gestione, dovuta al doppio canale: Sprar e accoglienze straordinarie. Sono entrambi finanziati dal ministero ma se nel primo c’è sinergia con i comuni, nel secondo, affidato alle prefetture e gestito attraverso bandi e affidamenti diretti, gli enti locali si bypassano. Gli arrivi di massa sono così affidati ad albergatori o imprenditori che non riescono a fronteggiare la situazione”.
Il vero problema? Concentrare decine, centinaia di persone in un unico posto. “E’ impensabile – continua Capo – che in un albergo a Orte ci siano 160 migranti, con un unico mediatore”. Poi l’immobile in via Emilio Bianchi a Viterbo che ospita 39 donne. “La situazione del quartiere non è in pericolo – assicura Marta Nori di Kyanos -. Non c’è nessuna emergenza, se non per chi vive nella struttura. I servizi, ad esempio, sono insufficienti. C’è improvvisazione. Sarebbe meglio la pianificazione diffusa, più che questi agglomerati. Ma la prefettura ha fatto la sua scelta”.
Grande assente, la prefetta Rita Piermatti. Invitata al dibattito, avrebbe declinato l’invito. Presente invece il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini. Con il primo cittadino l’attenzione è stata focalizzata sul centro d’accoglienza all’ex Fiera.
“Sono stato informato a cose fatte – ammette candidamente Michelini -. Tra la prefettura e i gestori della struttura c’è un contratto valido fino al 31 dicembre. Può essere prorogato ma una volta scaduto il comune, dal punto di vista urbanistico e in quanto provvisoria, può autorizzare la struttura per un massimo di altri tre mesi”.
Insomma, il centro d’accoglienza ancora in costruzione sarebbe già destinato a morire. E in pochissimo tempo. “Dobbiamo accogliere e formare i migranti – dice Michelini – per tutelarne la dignità. Perché non fargli fare lavori socialmente utili? Devono essere attivi nella città che li ospita, perché la società in cui arrivano è anche loro. Ridurre le concentrazioni in un unico luogo, farà diminuire anche il business dei migranti. Non distribuire i migranti in piccoli gruppi è l’unica soluzione. Una soluzione che non tratta i migranti come cose”.
L’isola che non c’è – Immigrati
Al dibattito hanno partecipato anche il sindaco di Blera, Elena Tolomei, e quello di Tessennano, Ermanno Nicolai. E se a Civitella Cesi, piccola frazione del comune della bassa Tuscia, 24 donne sono state ospitate in una struttura non idonea con problemi di integrazione, a Tessennano la situazione sembrerebbe migliore. “E’ normale – dice il primo cittadino Nicolai – che la popolazione abbia timore, ma noi siamo già riusciti a far integrare una cinquantino di ragazzi. Abbiamo vinto quando li abbiamo iscritti a scuola”.
L’iniziativa di Fondazione ha avuto il patrocinio del consiglio regionale, e ha visto la partecipazione di Riccardo Valentini. “Il Lazio – sottolinea il consigliere – è la seconda regione in Italia per afflusso di migranti”.
Il palco del dibattito nella sala principale del Caffè Letterario. Accanto, le poltrone sulle quali si sono avvicendati i politici locali per essere intervistati dalla giornalista di Tusciaweb, Maria Letizia Riganelli.
L’isola che non c’è – Immigrati
A concludere la mattinata, Gianmaria Santucci. “Siamo riusciti a trattare con lucidità un tema non semplice. Abbiamo invitato la prefetta Piermatti – assicura Santucci – affinché potesse dare spiegazione e dialogare con i cittadini, ma ha ritenuto di non venire né di mandare una suo rappresentante. Ce ne siamo fatti una ragione, perché ognuno è libero di andare dove crede”.
Raffaele Strocchia
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY