Viterbo – “Ognuno fa come crede, io rispondo per me stesso”. Verifiche nelle scuole dopo le scosse di terremoto, il sindaco Leonardo Michelini risponde a distanza al presidente della provincia Mauro Mazzola. Il secondo lamenta di non essere stato contattato dal primo.
Così gli istituti comunali sono andati in chiusura per le verifiche per cinque giorni e quelli dipendenti dalla provincia non hanno chiuso. Nella stessa città.
Da qui, polemiche a non finire. A cominciare da studenti e genitori.
“Per effettuare 42 verifiche in plessi scolastici – osserva Michelini – e non creare disagio a chi lavora o studia, abbiamo ritenuto opportuno tenere chiuso.
La provincia ha scelto diversamente, io ho preso la mia. Con serietà e calma. Ma non voglio entrare in polemica”.
In consiglio comunale, Claudio Ubertini (FI) chiede lumi all’assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci sulla certificazione per verificare lo stato degli immobili, scelta dal comune. Diversa da quella della provincia.
“Perché ci dà maggiori garanzie – è la spiegazione di Ricci – occorre tempo per visitare gli immobili e compilare le schede. Non appena saranno completate ne darò diffusione.
Questa è solo la prima parte. Dovrà seguire una verifica sulla vulnerabilità sismica. Lo impone la legge dal 2003.
Un intervento più importante e invasivo, si controlla lo stato del cemento, del ferro, con indagini geologiche. Ci vorranno centomila euro, se dovessero avanzare, come immaginiamo, estenderemo anche ad altri edifici i controlli”.
Giuseppe Ferlicca
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