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Associazione per delinquere - L'ex vicepresidente della Viterbese e cognato di Gianfranco Fini nei guai - Arrestati il re delle slot Francesco Corallo e l'ex parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta

Maxiriciclaggio, indagato Giancarlo Tulliani

Giancarlo Tulliani

Giancarlo Tulliani

 

Guardia di finanza

Guardia di finanza

Roma – Maxiriciclaggio, indagato Giancarlo Tulliani.

Inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Roma sul riciclaggio dei proventi sottratti alle tasse sul gioco. Tra gli indagati – come riporta l’Ansa – ci sono anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini. Giancarlo Tulliani, tra il ’99 e il 2000, vicepresidente della Viterbese, nel 2010 venne già coinvolto nello scandalo della casa a Montecarlo venduta da Alleanza Nazionale a un prezzo scontatissimo a una società. Una società dietro la quale si sospettava si celasse, appunto, Giancarlo Tulliani.

Al termine dell’inchiesta, l’antimafia ha anche arrestato Francesco Corallo e Amedeo Laboccetta. Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re dei casinò ai Caraibi e l’ex parlamentare Pdl sono finiti in manette insieme a professionisti attivi nel settore a vario titolo. Gli arresti, avvenuti anche all’estero, sono stati eseguiti dallo Scico della Guardia di Finanza in contemporanea a perquisizioni in numerosi stati (Antille olandesi, Regno Unito, Canada e Francia) e sequestri di numerosi beni e conti correnti per centinaia di milioni di euro.

L’inchiesta della magistratura romana riguarda un’associazione per delinquere transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery.

Tra gli indagati ci sono anche Sergio e Giancarlo Tulliani. “Secondo l’accusa – scrive l’Espresso – hanno aiutato Corallo a far sparire circa quattro milioni di dollari, mettendo a disposizione del re delle slot i propri conti segreti. Su un deposito estero di Sergio Tulliani, in particolare, sono arrivati 3 milioni e 599 mila dollari nel novembre 2009; mentre Giancarlo Tulliani nel luglio dello stesso anno ha incassato a Montecarlo un bonifico di altri 281 mila dollari. Tutti fondi usciti dalla società italiana, ripuliti nelle offshore ai Caraibi e quindi rientrati nei conti dei Tulliani in modo da nascondere che provenivano da Corallo.

Attraverso le società offshore Printemps, Timara e Jayden, inoltre, Giancarlo Tulliani ha intascato tra luglio e novembre del 2008 un altro milione e 600 mila euro. L’inchiesta dello Scico della Guardia di Finanza documenta che, con una parte di questi soldi usciti dalle offshore di Corallo, è stato pagato anche il prezzo ufficiale del famoso appartamento di Alleanza nazionale a Montecarlo: il cognato del leader di An, in sostanza, ha potuto acquistarlo senza spendere un soldo e lo ha poi rivenduto incassando 1 milione e 360 mila euro”.

14 dicembre, 2016

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