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Indagine Sole 24 Ore - La Tuscia perde 5 posti, 73esima - Cala la ricchezza - Nella sanità fuga di pazienti fuori provincia - Bene sicurezza e turismo

Qualità della vita, a Viterbo sempre peggio

Viterbo

Viterbo vista dall’alto

Viterbo – (g.f.) – Viterbo, sempre peggio. Nonostante i proclami, le classifiche sulla vivibilità vedono la Tuscia arretrare.

L’ultima indagine in ordine di tempo è quella del Sole 24 ore. Qualità della vita. Viterbo 73esima su 110 province. Perde cinque posti rispetto al 2015.

Sempre più poveri, con meno risparmi in banca, un prodotto interno lordo da provincia del sud, una sanità che non riesce a frenare la fuga di pazienti in altre province e regioni. Ma ci possiamo consolare con la densità demografica, residenti per chilometro quadrato. C’è spazio.

Bene anche per i nuovi nati o la criminalità. Ancora a livelli contenuti. Così comeil turismo,  non mancano le librerie e addirittura siamo tra i primi dieci per presenza di cinema. Indicatore, quest’ultimo, che evidentemente non tiene molto conto del dato del capoluogo. Dove sale praticamente non ce ne sono più. Stessa sorte per i teatri.

Volendo dare i numeri, Viterbo scende dal 68esimo al 73esimo posto. Nel Lazio solo Roma fa meglio. Molto più in alto, è tredicesima. Rieti è 75esima, guadagna in un anno cinque posizioni, Latina è 77esima (-4 posti), Frosinone 78esima, con 6 posti guadagnati in un anno.

Tranne la capitale, le altre province sono lontane da Aosta, che quest’anno conquista la vetta dell’indagine consueta del Sole 24 Ore, a discapito di Bolzano che scende al settimo posto. Stabili Milano seconda e Trento terza. Sul fronte opposto, ultima è Vibo Valentia, preceduta da Reggio Calabria e Caserta.

Ancora numeri, quelli che contano, legati all’economia. Piazzano Viterbo nella parte bassa.

Tuscia 75esima per reddito, risparmi e consumi. Male affari (74esimo posto), servizi, ambiente e welfare (84esimi), meglio demografia (48esimi), giustizia e sicurezza (46esimi) e cultura (39esimi).

Non produciamo molta ricchezza (76esimi per pil pro capite) e le pensioni sono più basse rispetto ad altre province. Assegno medio di 732 euro e 74esima posizione. Lontani da Milano, a quota 1110 euro in media.

Il patrimonio immobiliare ci piazza 75esimi, in compenso gli affitti sono ancora accettabili. In media 500 euro in semi centro (40esimi).

Chi ha prestato soldi può realisticamente sperare di vederli tornare indietro. Per i protesti siamo nella parte alta della graduatoria, 28esimi, con 1948 euro di valore medio pro capite. A Roma si arriva a 4243 euro.

Nella Tuscia nascono nuove imprese con una certa frequenza. Undicesimo posto, ma in quanto a occupazione, scendiamo di nuovo. Sessantottesima posizione, meglio nel Lazio fa solo Roma, 58esima. Tutte le altre province sono dietro.

S’investe nella media, ma l’export non va, così come le start up innovative stentano a decollare, tuttavia abbiamo inventiva. Per brevetti ogni mille abitanti ci piazziamo 55esimi.

Il disastro il Sole 24 Ore, per la Tuscia lo registra nell’ambiente. Viterbo è 98esima su 110 province. Sotto nel Lazio, solo Frosinone, penultima.

Il clima non è un granché (68esimo posto), così come le strutture a disposizione dei più piccoli (67esimi) o la presenza di sportelli bancomat per mille abitanti (68esimi). Altro disastro è la sanità, per quello che riguarda il tasso d’emigrazione ospedaliera. Ovvero, il numero di persone che decide di curarsi in strutture fuori provincia o regione. Viterbo è 107esima su 110.

Almeno, i comuni spendono abbastanza nel sociale (37esimi), in media 45,44 euro pro capite. Non saranno i 107 euro di Trieste, la prima, ma nemmeno i 4 euro di Reggio Calabria, ultima.

Ce la caviamo per connessioni web e popolazione coperta dal servizio, cinquantesimi. Ci saranno problemi, ma almeno sul fronte sicurezza a Viterbo si sta abbastanza bene. Microcriminalità poco diffusa (29esimo posto), calcolando scippi e borseggi ogni centomila abitanti nel 2015, così come pochi furti in appartamento (35esimi per ladri in casa ogni 100mila abitanti).

Buona posizione anche per rapine (33esimi), 20 ogni centomila abitanti e imbrogli (32esimi). Nella Tuscia c’è abbastanza spazio per tutti. Venticinquesimi per densità di popolazione, ovvero il numero d’abitanti per chilometro quadrato. Sono 88.

Così come il tasso di natalità, 8,30 ogni mille abitanti (24esimi).

Le coppie vanno mediamente in crisi, quasi 31 separazioni ogni 10mila coniugati nel 2015 (59esimi), mentre abbiamo 76 laureati ogni mille giovani fra 25 e 30 anni (51esimi).

Chiedono cittadinanza, 2,40 stranieri ogni cento (70esimi). Sul fronte turismo, per gli stranieri siamo ancora poco attrattivi, (88esimi), ma andiamo meglio in ristorazione, con 651 bar e ristoranti ogni 100mila abitanti (44esimi).

Per gli spettacoli siamo 75esimi, con 2120 ingressi ogni mille abitanti. Mentre per i cinema, a sorpresa ci piazziamo decimi in Italia, per numero di sale ogni centomila abitanti. Dato aggiornato a ottobre 2016. Così come le librerie (31esimi).

13 dicembre, 2016

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