Viterbo – Aridatece Gabbianelli… No, non avete letto male. Ma quando ce vo’, ce vo’…
E sì, perché tante cose ci hanno diviso da Giancarlo Gabbianelli, ma siamo certi che Gabbianelli non avrebbe mai permesso che il consiglio comunale fosse ridotto a una sorta di bettola in cui chi lavora viene insultato. Si inveisce contro un assessore. Si grida. Si straparla. Si fa ciò che si vuole. Sì fa del razzismo di bassa lega. Non si rispettano le regole.
Il consiglio è il luogo della democrazia cittadina e dovrebbe essere sottoposto non solo alle regole, che si è dato, ma anche alle leggi. Allo stato di diritto, per dirla tutta. Gabbianelli tutto questo non lo avrebbe permesso. Ma non lo avrebbero permesso molti altri presidenti del consiglio e sindaci del passato.
Quello che è successo ieri è grave, non perché è stata insultata la nostra testata, i giornali sono abituati alle invettive e anche alle minacce, ma perché un luogo, che in passato ha avuto un suo splendore democratico e di civiltà, è stato ridotto a una bettola in cui c’è chi dà spettacolo mentre gli astanti se la ridono.
Non basta. Il signor Abatecola protagonista di cotanto show, è stato addirittura ringraziato più volte da chi presiedeva l’assemblea. Una vergogna. Il tutto sotto gli occhi dei vigili urbani che nulla hanno fatto per fermare lo scempio.
E qui, ovviamente, la responsabilità non è tanto dei due agenti, ma di chi dà loro direttive. E in ultima analisi dell’assessora al ramo: Lisetta Ciambella. Evidentemente qualcuno deve aver spiegato che lì i vigili sono un fatto puramente decorativo…
Non ci fosse stato il suo doveroso e apprezzabile intervento sindaco Michelini, il tutto sarebbe passato in cavalleria. Nessuno si sarebbe accorto dell’offesa fatta al consiglio e di conseguenza alla città.
Signor sindaco, non possiamo non chiederle se, a questo punto, un giornalista può in consiglio comunale fare il suo lavoro, senza essere insultato e senza correre qualche pericolo.
Non possiamo non invitarla a riportare la legalità in consiglio comunale e in città. Magari impedendo lo scempio continuo che viene fatto proprio nella parte monumentale e storica. Dove è permesso appiccicare carte e cartacce sui muri medievali.
E poi, perché mentre la gran parte dei cittadini rispettano le regole, c’è chi impunemente fa ciò che vuole? E viene addirittura ringraziato dalla sua amministrazione?
Ecco, Gabbianelli sarebbe perfino intervenuto di persona pur di non ridurre il consiglio a una bettola.
Carlo Galeotti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY