Vallerano – Danneggiamento sede di Casapound Italia Cimini, si cercano tracce di esplosivo. Nessun testimone oculare, ma ci sarebbero testimoni che verso le tre della notte tra sabato 18 e domenica 19 febbraio avrebbero sentito un forte rumore.
Un rumore forte e cupo, che non avrebbero però ricondotto a un’esplosione, altrimenti avrebbero dato l’allarme.
Solo successivamente i testimoni avrebbero collegato i due eventi. Ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo.
Presso la sede del movimento di ispirazione neofascista sono nel frattempo intervenuti, per i rilievi di rito, sia la scientifica dei carabinieri, sia gli artificieri dell’arma.
Sulla scorta delle testimonianze e in base al materiale repertato non si potrebbe in effetti escludere la presenza di esplosivo. Ma per saperne di più bisogna aspettare l’esito degli accertamenti affidati al Ris. I campioni sono stati inviati al laboratorio esplosivi e infiammabili di Roma, specializzato negli accertamenti tecnici tesi alla rilevazione dei residui di una eventuale esplosione. Facendo ricorso alle tecniche più avanzate, gli esperti del Ris sono in grado di rilevare tracce di esplosivi e di acceleranti di incendio a livello di miliardesimi di grammo. E anche di ricostruire il tipo di ordigno e il potenziale, se di ordigno si tratta.
Proseguono nel frattempo a 360 gradi le indagini, per risalire agli autori del gesto, definito un “atto terroristico antifascista” dai responsabile provinciale di Casapound, Alessandro Mereu, e dal responsabili della sezione dei Cimini, Jacopo Polidori. Al vaglio degli investigatori anche le telecamere presenti in zona. Nulla è lasciato al caso. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, sono ad ampio raggio.
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