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Tarquinia - Elezioni comunali - Mazzola alla presentazione dei 3 candidati Pd alle primarie, Celli, Ranucci e Rosati

“Io non fuggo, mi candiderò”

di Giuseppe Ferlicca
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Anselmo Ranucci

Anselmo Ranucci

Sandro Celli

Sandro Celli

Piero Rosati

Piero Rosati

Tarquinia - Pd - La presentazione dei 3 candidati alle primarie

Tarquinia – Pd – La presentazione dei 3 candidati alle primarie

Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Tarquinia - Piero Rosari, Mauro Mazzola, Andrea Egidi, Sandro Celli e Anselmo Ranucci

Tarquinia – Piero Rosari, Mauro Mazzola, Andrea Egidi, Sandro Celli e Anselmo Ranucci

Tarquinia – “Io non fuggo, mi candiderò come semplice consigliere”. Il 26 febbraio primarie per scegliere il candidato sindaco Pd. E chiunque vincerà, avrà il sostegno del sindaco uscente Mauro Mazzola. Sarà in lista alle elezioni comunali a maggio.

Sandro Celli, Anselmo Ranucci e Piero Rosati si contendono una pesante eredità. 

Si vota domenica 26 febbraio, è la prima volta. Primarie aperte a chiunque si riconosca nei valori del partito, sottoscrivendo la carta d’intenti e versando un euro per le spese organizzative.

Stamani alla barriera di San Giusto la presentazione. Con i tre candidati sindaco, l’uscente e il segretario provinciale Pd Andrea Egidi.

“Abbiamo due assessori e il segretario del partito – spiega Mazzola – c’è grande lealtà”. Il suo impegno partirà da dopo le primarie. “Ho deciso di non mettermi da una parte o dall’altra – osserva Mazzola – mi metterò a disposizione poi, anche con la mia candidatura.

In tanti dopo due mandati fuggono. Invece serve il coraggio di mettersi a disposizioni, come fece Conversini con me. Io lo farò. Mi candiderò come semplice consigliere. Non per controllare, ma per dare un contributo”.

Mazzola era contrario alle primarie, poi si è ricreduto. “Temevo che avrebbero portato a una battaglia forte, invece ho visto molta lealtà”. Boccia candidati che vengono da fuori. Ogni riferimento a Moscherini non è puramente casuale. “È vergognoso per i tarquiniesi – osserva Mazzola – in città abbiamo gente in grado. I nostri sono i migliori, partono in quinta.

Abbiamo lavorato insieme, la macchina amministrativa, come chiede qualcuno, va cambiata, ma ai cittadini dobbiamo dire che ci sono problemi imposti dalle leggi e che l’indennità di un assessore a Tarquinia è di 350 euro.

Guardate i rendiconti dei 5 Stelle. Chiedono il rimborso anche del caffè. Noi ci spostiamo, viaggi spesso senza avere rimborsi. L’indennità l’abbiamo tagliata veramente, abbiamo meno spese istituzionali di tutti. In provincia quando sono arrivato ce n’erano per un milione e mezzo di euro, le ho azzerate.

Ho venduto tutte le macchine dell’ente e ridato indietro quelle in affitto. Uso una vecchia Jeep di 12 anni per spostarmi. Le ruote girano lo stesso”.

Sul fronte politico: “Le alleanze le faremo – osserva Mazzola – chi non voleva o aveva grilli per la testa se n’è andato tempo fa, altri dopo, con la vicenda dell’Università agraria”.

Andrea Egidi sta più sul pezzo, le primarie. Si poteva anche fare diversamente. “Ma così – spiega il segretario provinciale Pd Andrea Egidi – hanno deciso gli iscritti. Si è optato per non decidere un candidato dentro la sezione del Pd. Dopo dieci anni di buongoverno, non una scelta nella sezione del Pd. Far decidere la candidatura ai cittadini è la via più opportuna”.

Poi lancia un monito: “Ai cittadini dico, attenti alle sirene, a chi racconta frottole, come gli inviti via social a votare i candidati più deboli per boicottare le primarie Pd. Chi non si riconosce nelle nostre scelte, il 26 resti a casa. O magari esca, ma non venga a votare”.

L’eredità di Mazzola è pesante e l’appuntamento del 26, sentito. I presenti commentano, prima dopo e durante l’incontro. Atmosfera frizzante. Il microfono fa le bizze.

La parola ai tre candidati. L’ordine d’uscita è rigorosamente deciso a sorte. Parte Anselmo Ranucci. “Rispetterò totalmente il risultato elettorale – spiega Ranucci – comunque la cittadinanza avrà scelto bene, gli altri due candidati sono preparati e questo mi dà serenità e in ogni caso Tarquinia avrà scelto bene. Potevamo decidere nelle segrete stanze, ma abbiamo optato per le primarie, qualcosa di storico.

Diciamo a tutta la città di venire a votare e scegliere il proprio sindaco. Abbiamo voluto primarie aperte. Sono convinto che i nostri cittadini siano intelligenti e chi verrà, è perché crede nel progetto. Non abbiamo paura di tutto il resto”.

Pietro Rosati sente la responsabilità d’arrivare dopo dieci anni d’amministrazione Pd: “Ma la classe politica maturata in questo periodo è quella più adatta. Dobbiamo progettare e capire cosa fare per i prossimi dieci. Un programma dettagliato, con al centro il lavoro. Un assillo che condividiamo. Partendo dal turismo, dalla fiducia dei nostri cittadini, straguadagnata fino a oggi, e dal 26 si riparte.

Chiunque sia il candidato vincente, il giorno dopo le primarie, se sarò io bene, sennò mi metterò anima e corpo nella campagna. Per rompere le illazioni che girano”.

Il timore nel Pd è che il voto possa in qualche modo essere falsato da una partecipazione di cittadini esterni al partito. Che punterebbero sul nome più debole, avendo poi vita facile al momento del voto.

“Ma io non credo all’inquinamento dell’esito per le primarie – osserva Sandro Celli – i tarquiniesi sono intelligenti, sanno cosa devono fare e decidono con la propria testa. Più ampia sarà la partecipazione e più valore avrà la competizione. Abbiamo davanti una grande responsabilità.

Ci troviamo all’interno di una crisi che non è solo della nostra città e rende precario tutto, mette in discussione la sopravvivenza del cittadino stesso.

Per Tarquinia non bastano passione ed entusiasmo. Serve anche una sicurezza. Noi abbiamo amministrato, con limiti e punti di forza, ma la gente sa cosa può aspettarsi da noi. Onestà, dedizione, passione.

Tarquinia non è terra di conquista da parte di chi viene non si sa bene a fare cosa”.


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18 febbraio, 2017

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