Viterbo – (g.f.) – Migranti, campo all’ex fiera: “La prefettura comunichi al comune quando inizia a smantellarlo”.
I 90 giorni entro cui la struttura poteva restare, essendo stata realizzata senza le necessarie autorizzazioni, sono scaduti e come anticipato da Giulio Marini (FI), l’ufficio Urbanistica ha scritto alla prefettura, che ha realizzato il campo, per sapere quando partiranno i lavori di ripristino nell’area sulla Cassia nord e conseguente chiusura.
Per non incorrere nell’illecito edilizio. Come lo stesso dirigente sottolinea nella lettera. “Con nota inviata del 13/12/2016 si trasmetteva a codesta prefettura copia della relazione – scrive Capoccioni – nella quale veniva ribadito l’obbligo, onde evitare d’incorrere nell’illecito edilizio, di rimuovere tutte le opere comunicate (in data 27/10/2016 e 22/11/2016) ed eseguite nell’area parcheggio della ex Fiera di Viterbo e di ripristinare i luoghi nello stato “ante” alla scadenza indicata dalla procedura prevista dal Testo Unico Edilizia, vale a dire 90 giorni a decorrere dal compiuto allestimento del centro temporaneo di accoglienza, pronto per ospitare i cittadini stranieri”.
Struttura temporanea: “I lavori che possono essere eseguiti con la semplice comunicazione – osserva Capoccioni – senza quindi la necessità di un titolo edilizio abilitativo, sono esclusivamente quelli relativi a opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e che dovranno essere rimosse immediatamente al cessare della necessità, comunque entro un termine non superiore a novanta giorni”.
Lo scorso 22 novembre la prefettura aveva scritto al comune, precisando che l’allestimento dei moduli era provvisorio.
I 90 giorni scattano dall’ultimazione del campo. Data che la prefettura non ha comunicato a palazzo dei Priori. A Capoccioni non resta che dedurla. “È sufficiente fare riferimento all’esito dell’ultimo sopralluogo effettuato sull’area dall’ufficio controllo edilizio di questo comune, il 25 novembre 2016, e all’accertamento che ne è scaturito, riportato con ampia documentazione fotografica nella relazione, con elencate le opere e i lavori risultati ultimati, che a quel momento corrispondevano con buona approssimazione a circa l’80% dell’intera iniziativa”.
Di conseguenza: “È stato ritenuto ragionevole che per completare tutto l’intervento sarebbe occorsa ancora qualche settimana e cosi, orientativamente, fino alla metà del mese di dicembre. Ciò ha indotto a concludere che il 90esimo giorno debba cadere nella terza settimana di questo corrente mese, quindi tra il 13 e il 19 marzo e, in ogni caso, entro e non oltre il mese stesso, anche a voler ipotizzare eventuali errori di valutazione dell’ufficio”.
Fatti i conti, dal comune aspettano solo di sapere quando l’opera sarà smantellata e i luoghi ripristinati.
“Con la presente si chiede di comunicare allo scrivente settore con ogni sollecitudine – spiega nella lettera Capoccioni – la data esatta d’inizio dei lavori rimozione di tutte le opere installate ed eseguite, significando e ribadendo che, se ciò non dovesse tempestivamente essere messo in atto, si configurerebbe la fattispecie dell’intervento di trasformazione urbanistico-edilizia dell’area, effettuato in assenza dei necessari permessi e nulla osta di rito, con tutte le gravi conseguenze sanzionatorie a carico dell’attore”.
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