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Ronciglione - Coppia accusata di una serie di furti con destrezza in varie gioiellerie si difende

“Non siamo noi Bonnie & Clyde, sono due sosia”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Ronciglione – “Non siamo noi i ladri, sono due sosia”. Si difende così la coppia di presunti Bonnie & Clyde specializzati in furti seriali con destrezza in gioielleria. Il 31 ottobre 2013 avrebbero messo a segno un colpo da 25mila euro alla gioielleria Petrucci di Ronciglione. Fingendo di dover acquistare un gioiello per la nonna, hanno rubato un rotolo di gioielli appoggiandoci sopra una borsa mentre confondevano la titolare.

Nel febbraio 2014, per quel furto, sono stati arrestati due giovani di Ostia, un 30enne e una 28enne. Il processo è ripreso ieri davanti al giudice Silvia Mattei. Sono stati identificati grazie alle telecamere di sorveglianza del negozio di Ronciglione e grazie alla testmonianza di un gioielliere di Nepi. Identico il modus operandi. Quest’ultimo era però riuscito a sventare il furto – ma non a fermare i ladri – vedendo poggiare un pullover sospetto su un rotolo di preziosi.

Secondo l’accusa, la stessa coppia di ladri immortalata nel luglio 2013 in un video pubblicato su Youtube da un gioielliere di Anagni nella speranza che qualcuno riconoscesse i banditi che gli avevano sottratto preziosi per 4mila euro. “Noi a luglio eravamo in vacanza in Calabria”, hanno detto gli imputati. Lui oltretutto aveva appena subiro un’operazione per una fistola anale. Una versione confermata in aula da due amici, che hanno pure portato le fotografie del viaggio. Nelle immagini del furto di Halloween a Ronciglione, invece, la donna appare magra. “Impossibile, mia moglie era incinta”, ha detto l’imputato, che nel frattempo – convinto di avere un sosia delinquente – per distinguersi si è fatto crescere una lunga barba. Ultimo atto, i tatuaggi. Una lucertola e una croce in bella evidenza nei filmati, sulla caviglia del maschio della coppia: “Io ho una croce, ma piccolissima e sul collo del piede. Il ladro porta scarpe da ginnastica. Non si sarebbe mai potuta vedere”. Sentenza il 15 marzo.


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9 marzo, 2017

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