Fabrica di Roma – Rischia di tranciarsi un braccio con la motosega e resta invalido. Si è aperto, a distanza di sei anni, il processo per lesioni gravi e plurime violazioni della normativa sulla sicurezza a carico di un datore di lavoro di Fabrica di Roma e di tre dipendenti che, per coprire un infortunio, avrebbero rilasciato false dichiarazioni.
Venerdì, davanti al giudice Silvia Mattei, la vittima ha ricostruito quei drammatici momenti. I fatti risalgono al 7 ottobre 2011. Parte civile Roberto Pegoraro, rimasto invalido a causa dell’infortunio, assistito dall’avvocato Alessandro Vettori. Si tratta di un quarantenne sposato e con una figlia adolescente, che, dopo aver rischiato di tranciarsi un braccio con la motosega, solo di recente si sarebbe visto risarcire i danni dall’Inail.
Finito in mezzo a una strada a causa della chiusura di una delle tante aziende ceramiche del distretto strozzate dalla crisi, aveva trovato un’occupazione presso un gommista, per il quale faceva all’occorrenza anche il giardiniere, l’idraulico, il falegname. L’infortunio avviene proprio durante uno di quei lavoretti extra: mentre potava i rami di un albero, la motosega rimbalzò da una rete metallica al suo avambraccio, procurandogli una profonda ferita estesa dal braccio alle dita della mano, per la quale ha rischiato l’amputazione dell’arto.
Ad aprile la prossima udienza, mentre a maggio è prevista la sentenza.
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