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Vallerano - 24enne massacrato di botte - In centinaia al corteo contro la violenza fascista - Manifestazione statica di Casapound dall'altra parte del paese

“Siamo tutti Paolo”

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Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza

Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza - Sindaci e amministratori della Tuscia

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza – Sindaci e amministratori della Tuscia

Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza

Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza

Vignanello - Vallerano - Il corteo antiviolenza - I sindaci di Vignanello, Canepina e Vallerano

Vignanello – Vallerano – Il corteo antiviolenza – I sindaci di Vignanello, Canepina e Vallerano

Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

Alessandro Mereu (CasaPound)

Alessandro Mereu (CasaPound)

Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

Vallerano – “Mai più”. Mai più violenza. Mai più indifferenza. E’ il grido delle centinaia di persone che hanno partecipato alla Camminata pacifica organizzata dalle amministrazioni di Vignanello, Vallerano e Canepina. Presenti associazioni, uomini, donne e adolescenti. Ma anche anziani, bambine e bambini provenienti da tutti i comuni della Tuscia. Nonostante la pioggia battente.

Multimedia: Il corteo antiviolenza – slide – video – CasaPound in piazza da sola – slide – video

Il corteo, aperto dagli alunni dell’istituto Falcone e Borsellino, è partito pochi minuti dopo le 15. Due i chilometri percorsi: da piazza della Repubblica a Vignanello, a largo Trieste a Vallerano. Una camminata per condannare il violento pestaggio subito da Paolo, il 24enne di Vallerano massacrato di calci e pugni nella notte tra ‪sabato 11‬ e domenica 12 febbraio, a Vignanello. Una manifestazione per rivendicare i principi costituzionali della nonviolenza e della libertà di espressione. Secondo le forze dell’ordine, infatti, Paolo sarebbe stato riempito di botte da una gruppo di ragazzi di estrema destra perché colpevole di aver condiviso su Facebook una frase goliardica che fa la parodia ai tipici manifesti neofascisti.

“Paolo – dice il sindaco di Canepina Aldo Maria Moneta – è stato vittima di un’aggressione delinquenziale, che non può rimanere impunita. L’amministrazione di Canepina, sia consiglieri di maggioranza che opposizione, ha approvato una mozione del vicesindaco con cui ha fatto propri i valori antifascisti, i valori di questa manifestazione. Dobbiamo tutelare le libertà che la nostra Costituzione ci ha riconosciuto. Una tutela che deve essere forte, perché fatti come quelli dell’11 febbraio non accadano mai più. Mettiamoci il cuore, mettiamoci la testa”.

Il sindaco di Vignanello, Vincenzo Grasselli, si chiede “cosa hanno pensato gli aggressori di Paolo quando, quella notte, hanno messo la testa sul cuscino? Si sono resi conto di quello che hanno fatto? Non riesco a immaginare come, arrivando un sabato qualsiasi, in un luogo qualsiasi, possano aver aggredito un loro coetaneo, solo perché non condividevano una sua frase. Ciò mi fa rabbrividire. Qual è il confine della libertà? Qual è il confine della democrazia? Interroghiamoci tutti: amministratori, madri, padri, ragazzi. Ricordandoci che siamo una paese libero e democratico, che usa la forza del confronto e delle idee. Non delle ideologie”.

In piazza, questo pomeriggio, c’erano anche i militanti di Casapound. Ma distanti rispetto al corteo. Lo ha deciso ieri il comitato di sicurezza, presieduto dal neoprefetto Nicolò d’Angelo. Per il movimento una manifestazione statica in piazza del Ruscello a Vallerano. Assente il vicepresidente di Casapound Italia, Simone di Stefano; presente invece il responsabile provinciale Alessandro Mereu. Tra i fumogeni, i tricolore e le bandiere di Casapound hanno detto no alla violenza politica, dopo il presunto “atto terroristico antifascista” – come lo hanno definito – alla sede dei Cimini.

“No alla violenza politica – dicono -, il cui mandante morale è chi sta sfilando dall’altra parte”. I militanti si scagliano contro il corteo antiviolenza, che sfila in contemporanea alla loro manifestazione. “Non ci frega un cazzo della solidarietà di questi pagliacci, ma pretendiamo un atto di condanna per l’attentato che abbiamo subito. Arci, Anpi, Pd, sindaci. Nessuno ha condannato la bomba esplosa sotto la sede di Casapound Cimini. La pagliacciata (la Camminata pacifica, ndr) che stanno facendo questi signori, che hanno messo il cappello dell’antifascismo sulla loro manifestazione, non è una condanna alla violenza, ma è una condanna a una determinata parte politica: la nostra. Casapound – concludono – è un movimento formato da militanti determinati, da persone che vogliono cambiare questa nazione. E con la determinazione, senza l’utilizzo della violenza, arriverà all’obiettivo fino alla vittoria”.

Alla Camminata pacifica, invece, erano presenti decine di sindaci della Tuscia, tra cui la vicesindaca di Viterbo Luisa Ciambella con lo stendardo comunale. “E’ bello, oggi, essere tutti qui – esordisce -. Ma questo è solo un punto di partenza, manifestando tutta la nostra vicinanza a Paolo e alla sua famiglia. A tutti quei giovani che hanno subito questo genere di violenza, perché qualcuno non ha rispettato la libertà di pensiero”.



Tra le associazioni, l’Anpi. Al corteo hanno partecipato anche il deputato Alessandro Mazzoli, il consigliere regionale Enrico Panunzi e il vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi. “Questa manifestazione – dice – sia una presa di coscienza del bisogno che i ragazzi hanno. Il bisogno che qualcuno dia loro ragioni di vita e di speranza. Galleggiando nel nulla, infatti, prevalgono solo le correnti negative. E’ nostro, degli adulti, il compito di tenere vivo e acceso nei giovani il gusto di vivere”. 



Straordinario dispiegamento di forze dell’ordine. Vignanello e Vallerano due paesi blindati.


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4 marzo, 2017

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