Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Festa della Liberazione - Intervista a Enrico Mezzetti, presidente provinciale dell'Anpi

“Contro l’indifferenza e il conformismo, per uno spirito critico”

di Paola Pierdomenico
Condividi la notizia:

Enrico Mezzetti presidente dell'Anpi

Enrico Mezzetti presidente dell’Anpi

Viterbo – “Contro l’indifferenza e il conformismo, per uno spirito critico”. Enrico Mezzetti vive sulla pelle il 25 aprile. Il presidente provinciale dell’Anpi fa un appello chiedendo di essere partecipi e attivi nelle vicende che accadono intorno. Per evitare l’appiattimento, dannoso per la società.

Difende la Costituzione e i suoi principi. La difende perché  è il prodotto della Resistenza.

Qual è il senso della Festa della Liberazione?
“Ci sono degli slogan – dice Mezzetti – che mostrano l’attualità della Resistenza. Non possiamo dimenticare che è stato un movimento di popolo, che, però, spesso si tende a ridimensionare. Alcuni storici hanno dimostrato come invece non ce ne sia stato un altro così diffuso e, per libera scelta, in contrasto con l’autorità e l’obbligo all’obbedienza inculcato ai cittadini per venti anni.

Un afflato, una spinta, ma anche la voglia di rinnovamento e l’idea di essere protagonisti che non ci sono stati nemmeno nel Risorgimento e tantomeno nella prima Guerra mondiale.

Quando si parla di Resistenza, poi, non si può prescindere da quello che è il risultato e cioè la Costituzione italiana. Calamandrei disse che per conoscere dove fosse nata, era necessario andare sulle montagne in cui i partigiani avevano combattuto ed erano morti. Nelle prigioni, dove sono stati torturati. La costituzione nasce dalla Resistenza e dal popolo. Ha dei precetti immediatamente applicabili, ma in gran parte è un programma da realizzare”.

In Francia, dopo il voto di domenica, andranno al ballottaggio Emmanuel Macron e Marine Le Pen.
“E’ un dato di fatto che in Francia esiste una destra, che ha un grande consenso, e che è dichiaratamente antifascista. In Italia, invece, non abbiamo una forza a questa altezza e che sia cioè in grado di dichiararsi ed esprimersi antifascista. Sento dire che l’antifascismo è basato su un “contro”, sulla costruzione di un nemico. Non è così, perché noi vogliamo esprimere dei valori, come i diritti inviolabili dell’uomo, il ripudio della guerra, la compassione e la libertà di espressione dei partiti. Condizioni che sono incompatibili con quello che è stato e con quello che vuole ancora essere, nelle nuove versioni, il fascismo”.

A Roma, la comunità ebraica non parteciperà al corteo del 25 aprile e ne organizzerà uno parallelo.
“L’Anpi, come previsto dallo statuto, è per la libertà e il riconoscimento dei diritti di tutte le persone e i popoli del mondo. Non si tratta quindi di schierarsi da una parte o dall’altra, ma, personalmente, per le stesse motivazioni etiche e morali per cui mi sento ebreo, e cioè dalla parte di chi ha subìto o subisce discriminazioni, per le stesse, mi sento anche palestinese. Siamo aperti a tutti e inclusivi e non siamo un’associazione di combattenti-reduci, partigiani e patrioti, che, per ragioni anagrafiche, sarebbe destinata a estinguersi. Proprio per evitarlo, nello statuto, dal 2006, è stato inserita anche la categoria antifascista”. 

Lo spirito di oggi è quello di allora?
“Ci sono molti giovani e ci stiamo espandendo. Al congresso fondativo dell’Anpi, si è espresso il presidente della consulta studentesca che ha detto come non siamo contro le persone, ma contro l’applicazione di certe idee. Attuale e giustissimo. Non pretendiamo di essere un partito e non ne abbiamo la velleità. Siamo aperti a tutti coloro che si dichiarano antifascisti e quindi anche a chi è di destra, ma non è estremista. Non abbiamo nulla da perdere e non andiamo al voto. Non dobbiamo parlare alla pancia delle persone, ma ai sentimenti e alle ragioni”.

Lei come vive questa giornata?
“Anche nei miei momenti di crisi profonda, un elemento costante della mia vita è stato l’antifascismo. L’ho respirato dentro casa da parte di mio padre quando mi raccontava che era stato arrestato dai tedeschi o quando, recentemente, ho scoperto una nota del prefetto di Viterbo del dicembre del ’43 che lui, insieme a mio nonno, vengono additati come noti antifascisti della città che si riunivano in casa di Beno Gessi.

La Resistenza la vivo sulla mia pelle, perché è nel mio essere al mondo che, nel tempo, si è arricchito dell’esperienza e che ora, in età avanzata, mi ha portato a essere presidente provinciale dell’associazione. E’ la mia vita, la mia storia ed ecco perché sento molto la ricorrenza e mi amareggia invece la presenza di odio, repulsione e disprezzo che c’è ancora oggi da parte di alcuni nei confronti di quello che è stata la Liberazione e di cosa ha significato per l’Italia. Questo tentativo di screditarla, quando invece la nostra memoria nostra e la nostra storia partono da lì”.

Qual è il suo messaggio per oggi?
“Siate critici, perché abbiamo, certo, bisogno delle istituzioni, ma mai in maniera servile, anche per dare un contributo a chi esercita il potere. Ci deve essere il conflitto, che è un elemento essenziale per la società. Invito quindi a essere presenti, attivi e a respingere ogni forma di indifferenza, perché tutto quello che accade intorno, ci riguarda, ci tocca e ci coinvolge. Non ci chiudiamo nel nostro guscio e non seguiamo la corrente in maniera conformista. Mi fa paura solo pensarlo, anche perché i totalitarismi sono nati in questo modo. Contro l’indifferenza e il conformismo, per uno spirito critico e non piattamente obbediente al capo e al mito dell’uomo solo al comando che risolve tutti i problemi. Non è così e anzi – conclude Mezzetti – certe condizioni hanno portato solo tragedie. Ci guidino i valori, la memoria e la difesa della Costituzione”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia:
24 aprile, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/