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Primarie Pd - Matteo Renzi dalla terrazza del Nazareno - E' il segretario del partito - Andrea Orlando: "La nostra posizione sarà quella di tutto il Pd, un partito unito" - Michele Emiliano: "Abbiamo riportato il sud al voto"

“E’ un nuovo inizio, non una rivincita”

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Matteo Renzi

Matteo Renzi

Andrea Orlando

Andrea Orlando

Michele Emiliano

Michele Emiliano

Roma – “E’ un nuovo inizio, non una rivincita”. Matteo Renzi parla dalla terrazza del Nazareno. All’esito della primarie del Pd, è lui il segretario del Partito democratico. Scelto da oltre il 70% dei militanti.

“Abbiamo fatto qualcosa di straordinario – dice Renzi -. Il risultato di queste primarie è stato impressionante. Grazie ai militati e ai volontari. Grazie ad Andrea Orlando e Michele Emiliano. Terrò conto delle loro battaglie. Di quella per il sud di Emiliano. Di quella di Orlando, che ha posto al centro l’unione del partito e del Paese. Dobbiamo imparare dalle altre mozioni. Grazie alle donne e agli uomini che ci hanno votato. Grazie a Matteo Orfini, che si è sobbarcato tante polemiche che avremmo evitato. Grazie a Paolo Gentiloni: stiamo col governo”.

Renzi sostiene che “il Pd non è un partito personale. Dopo che hanno votato due milioni di militanti, come si fa a dire che è il partito di uno solo? La comunità del Pd è fortissima. Una comunità che mi ha supportato quando ho barcollato. Quelli di oggi non sono solo voti, ma volti. Storie in carne e ossa. Questo rapporto con il popolo segna, profondamente, la diversità del Pd dagli altri partiti”.

Due milioni i militanti al voto. “L’alternativa al populismo è il popolo e la democrazia. Non i salotti – sottolinea Renzi -. Andremo avanti con umiltà e responsabilità. Con proposte, a partire da quelle che presenteremo a Bruxelles. Vogliamo un’Europa solida e solidale. Un’Europa diversa. Non siamo contro l’Europa, ma vogliamo che sia capace di rappresentare pienamente i cittadini.

Le primarie hanno chiuso un percorso fatto di litigi. Troppe volte ci siamo incontrati per discutere su ciò che ci divideva, piuttosto che sulle condizioni di quelle donne e di quegli uomini che oggi ci hanno affidato il loro voto affinché cambiamo le cose. Ha vinto tutto il Pd, ma soprattutto chi non si è vergognato di ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni. Oggi abbiamo iniziato a scrivere una nuova pagina. Non è una rivincita, chi lo pensa se lo levi dalla testa. Quello che abbiamo davanti è un foglio bianco, scandito solo da ciò che abbiamo scritto nella mozione. E’ l’inizio di una nuova partita, non il secondo tempo dello stesso match”.

Renzi parla di grande coalizione. “In questi anni, lo ammetto, ho perso tante occasioni per partire dal basso. Dalle case, dai borghi, dai quartieri e dalle periferie. Lì andremo ora, perché il futuro non passa solo attraverso noi. Ma da noi e loro insieme. Insieme per fare dell’Italia la patria di chi non si vuole solo lamentare o di chi vive di paure e complotti. Ora voglio una grande coalizione.

In questi mesi, non ho mollato grazie a voi. A quella rete di donne e uomini che mi ha abbracciato. Siamo una grande comunità, non fine a se stessa ma con la responsabilità di offrire all’Italia il diritto al futuro. Insieme possiamo fare di tutto, mettendo al centro i valori che hanno fatto grande l’Italia. Guardiamo al passato per costruire il futuro – conclude Renzi, ricordando l’anniversario della morte di Pio La Torre, il politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982 -. Avanti, insieme, per cambiare l’Italia. Cambieremo l’Italia”.

Il primo dei tre candidati a parlare, è stato Andrea Orlando. “Grazie a tutti i militanti e simpatizzanti del Pd che hanno votato alle primarie. Il risultato è chiaro: una vittoria molto alta di Matteo Renzi, che ho chiamato e con il quale mi sono congratulato. A lui il mio augurio di un buon lavoro, in questo momento così difficile per il partito e il Paese tutto”.

Orlando parla poi ai suoi uomini. “In quarantacinque giorni siamo riusciti a costruire una rete e una mobilitazione che sta tra un quarto e un quinto degli elettori. Un risultato non scontato, perché c’è stata una notevole sproporzione di forze organizzative. Ma sono ottimista. La nostra posizione politica sarà presto quella di tutto il partito. Un centro sinistra di larghe intese, per battere la peggior destra che questo Paese abbia mai conosciuto.

Chi in questi anni si era allontanato dal Pd, oggi ha votato la nostra proposta. Abbiamo reso un servizio a tutto il partito. Ma questo risultato, assai migliore di quello che credevo, non ci mette al riparo dalle incognite che abbiamo difronte. Come partito, abbiamo perso un terzo degli iscritti. E il risultato di queste primarie è assai distante da quello del 2013. Ora tutti al lavoro per far vincere il Pd.

Ai miei elettori dico: non smobilitiamoci perché la nostra proposta, attraverso delle battaglie di idee e proposte, diventerà la posizione dell’intero partito. L’esigenza, infatti, è quella di costruire un nuovo centro sinistra con anime diverse, per essere competitivo durante le elezioni. A partire da quelle dei mille comuni che presto andranno al voto. Poi le elezioni siciliane e infine quelle nazionali. In questo dovranno rivolgersi tutte le nostre forze”.

In contemporanea con Renzi, il discorso di Michele Emiliano. “Supereremo il 10%. Forse arriveremo al 12. Grazie al Mezzogiorno, che abbiamo riportato al voto”.


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30 aprile, 2017

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