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Vetralla - Ex marito terrorista a processo per maltrattamenti, la difesa affila le armi

“Io ti ho creato, io ti levo dal mondo”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Vetralla – “Io ti ho creato, io ti levo dal mondo”. Costretta a fare sesso dal marito più vecchio di trent’anni e anche ad aver rapporti con altri uomini. Secondo l’uomo a scopo terapeutico, per far superare alla giovane moglie il trauma di abusi subiti durante l’infanzia. La vittima è riuscita a denunciare i presunti abusi soltanto dopo 15 anni.

Riprenderà nei prossimi giorni, davanti al collegio, il processo all’ex terrorista dei Nap 79enne, residente a Vetralla, denunciato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, minacce, lesioni e stalking dalla ex moglie 44enne. Nel suo passato, una condanna a 14 anni per banda armata.

Finora sono sfilati soltanto i testi dell’accusa, tra i quali il figlio della coppia e l’ex suocera dell’imputato, più giovane dell’ex genero di dieci anni. La difesa, nel frattempo, promette battaglia. Per gli avvocati Anna Paradiso e Giuseppe Picchiarelli la donna, già in sede di indagini preliminari, si sarebbe contraddetta più volte .

“Lei stessa  – dicono i difensori – sarebbe l’unica ‘testimone’ dei presunti maltrattamenti del marito. L’amica ha detto di esserne venuta a conoscenza perché lei glieli raccontava, ma di non aver mai assistito a episodi particolari. Il figlio ha parlato di discussioni continue e offese reciproche”. 

Durante una drammatica udienza il ragazzo, oggi 24enne, ha raccontato come la madre avesse paura del marito. “Mio padre ha un carattere forte. Con me è diverso, ma con la mamma aveva una posizione predominante. Dopo essersi allontanata, lei temeva per la sua incolumità. Temeva ripercussioni da parte di mio padre. Temeva minacce, abusi, pedinamenti”.

L’imputato, gelosissimo della moglie, avrebbe sottratto alla donna un’agenda per scoprine i presunti tradimenti. E messo di fronte a un’imminente richiesta di separazione, avrebbe contattato personalmente i servizi sociali per chiedere di “aiutarla”. 

Il calvario sarebbe iniziato nel ’98. Solo nel 2012 ha però trovato il coraggio di lasciare il marito, dopo uno schiaffo che ha segnato la fine del rapporto. “Mia figlia e mio nipote quel giorno vennero a rifugiarsi a casa mia – ha raccontato in aula la madre – ma forse lei sarebbe tornata col marito se il giorno dopo lui non avesse già cambiato la serratura”. 

Per l’avvocato di parte civile, Cinzia Luperto, la vittima avrebbe vissuto per anni in un “contorno agghiacciante”. La  sua assistita sarebbe vissuta nel terrore, tra insulti di ogni genere e minacce. Una tra tante: “Io ti ho creato, io ti levo da questo mondo”. Lui l’avrebbe anche costretta a passare interi periodi barricata in casa. 

Non finisce qui. A giugno per l’ottantenne si aprirà un altro processo, per stalking, sempre a danno della ex moglie. 


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17 aprile, 2017

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