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Viterbo - Gastone Chiricozzi, artigiano in pensione che la risistemò già 20 anni fa, lancia la proposta all'amministrazione a condizione di rivederla esposta

“Vi restauro gratis la carrozza di Palazzo dei Priori”

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Viterbo - La carrozza esposta, dopo il primo restauro, a piazza del Duomo

Viterbo – La carrozza esposta, dopo il primo restauro, a piazza del Duomo

L'avviso dell'esposizione della carrozza dopo il restauro

L’avviso dell’esposizione della carrozza dopo il restauro

La carrozza prima del restauro della ditta di Gastone Chiricozzi

La carrozza prima del restauro della ditta di Gastone Chiricozzi

Viterbo - La carrozza esposta, sopo il primo restauro, a piazza del Duomo

Viterbo – La carrozza esposta, sopo il primo restauro, a piazza del Duomo

La carrozza prima del restauro della ditta di Gastone Chiricozzi

La carrozza prima del restauro della ditta di Gastone Chiricozzi

Viterbo – (p.p.) – “Disposto a restaurare gratis la carrozza pur di vederla risplendere”. Gastone Chiricozzi, artigiano 70enne di Vallerano, lancia la proposta all’amministrazione Michelini.

Già 20 anni fa, le sue mani riportarono in vita la carrozza di Palazzo dei Priori che, anche allora, era in pezzi in un magazzino del comune (fotocronacaslide).

Non vuole che anche oggi quel destino possa ripetersi ed è disposto a metterci il suo impegno e la sua passione pur di impedirlo. 

“Il mio restauro – racconta Chiricozzi – risale a molti anni fa, quando la carrozza era abbandonata e a pezzi in un magazzino. Era talmente ridotta male che non si capiva se erano due e non c’era l’abitacolo, insomma, un vero disastro. L’architetto Giorgio Pulzelli, allora tecnico del comune, mi affidò l’incarico di rimontarla.

E’ stato un lavoro durissimo, sono addirittura andato a Napoli, al museo San Martino al Vomero, dove è conservata una copia, per capire come riprodurla. Da dove partire perché avevo di fronte solo pezzi rovinatissimi e non si capiva come rimetterli insieme.

Ho rifatto tutti i raggi delle ruote, che erano in legno, e che non c’erano più, poi il vagone e i sedili che ho ricoperto andando a cercare il velluto originale dell’ottocento.

Eravamo circa tre persone a lavorarci e ci abbiamo messo un mese e mezzo per riportarla alla luce. Un impegno enorme, ma anche una grande soddisfazione”.

Da anni, la ditta di Chiricozzi si occupa di restauro mobili. Lui ora è in pensione ma la sua eredità è passata al figlio. “Non voglio che quel lavoro venga perduto e che il menefreghismo di chi l’ha buttata via possa prevalere – ribadisce Chiricozzi -. Se c’è quindi da rimontarla, sono disposto a farlo, gratis, purché però torni a essere esposta come merita”.

Chiricozzi prova a spiegare il senso del suo lavoro e cosa lo ha spinto a rimettersi con le “mani in pasta”: “Un oggetto abbandonato nel tempo non può andare perso. Si interviene con tecniche conservative, per una situazione di degrado, e integrative in caso di sostituzione di pezzi andati distrutti col solo scopo di ridargli vita.

Dopo il mio intervento, la carrozza venne esposta a piazza del Duomo e poi dentro palazzo dei Papi, prima di arrivare alla sala della Madonna.

La sento come se fosse di famiglia e chi non fa questo lavoro, non capisce cosa si prova nel riportare alla luce oggetti che rischiavano di non esistere più.

Faccio quindi la mia proposta all’amministrazione, perché la carrozza non merita quella collocazione. In quel magazzino poi, col buio e l’umidità, i tarli trovano terreno fertile e si finirà col buttarla via col legno che andrà in rovina”.

Altre parti di Viterbo portano la firma dell’artigiano valleranese. “Ho restaurato alcune porte di Viterbo: porta della Verità, porta Romana, quella del carmine e Porta San Pietro. Circa 50 anni fa vennero tolte e portate a valle Faul perché erano pericolanti e c’era il rischio che cadessero sui passanti.

Sono state accatastate e i barboni di inverno ci accendevano il fuoco. Così decidemmo di rimetterle a posto. Non si possono abbandonare pezzi che rappresentano, non solo una ricchezza, ma anche la storia della città. I ricordi – conclude Chiricozzi – vanno conservati”.


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10 aprile, 2017

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