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Azienda sanitaria locale - Furono rispediti a casa il giorno della firma del contratto - Malerba (Cisl): "Paghi chi ha sbagliato"

Assunzioni fantasma, risarcimento record a tre lavoratori disabili

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Viterbo - Tribunale

Il palazzo di giustizia

 

Mario Malerba, segretario generale Cisl funzione pubblica

Mario Malerba (Cisl)

Viterbo – Assunti dalla Asl, anzi no. L’azienda sanitaria è stata condannata a pagare loro 341mila euro.

E’ la vicenda di tre lavoratori diversamente abili assunti nel 2011 come categorie protette, salvo un ripensamento dell’azienda che, sentita la Regione Lazio, avrebbe fatto marcia indietro giustificando la decisione con il blocco delle assunzioni. 

I tre lavoratori erano iscritti nelle liste del collocamento mirato quando ricevettero la lettera di assunzione della Asl. Furono rispediti a casa il giorno della firma del contratto. Superato lo choc iniziale, si rivolsero alla Cisl, ottenendo di lavorare per un periodo coi voucher.

Ai tre lavoratori, poi assunti nell’aprile 2016, non rimase che ricorrere alle carte bollate. E lo scorso novembre il tribunale ordinario di Viterbo ha dato loro ragione con tre distinte sentenze, stabilendo che vengano corrisposte loro cinque anni di spettanze non ricevute. Nel frattempo è in dirittura d’arrivo anche il ricorso presentato da un quarto lavoratore.

Ne ha preso atto la Asl, che nei giorni scorsi ha pubblicato apposita delibera sul portale dell’azienda. A due dei tre lavoratori, assunti con la qualifica di operatore tecnico, saranno quindi liquidati oltre 116mila euro ciascuno. Oltre 108mila euro al terzo, un ausiliario servizio socio sanitario. Più le spese legali. 

Per il segretario della Cisl Mario Malerba un danno non solo ai tre lavoratori: “Ma all’intera collettività che dovrà pagare per lo sbaglio commesso da qualcuno che presumibilmente ha nome e cognome. La Asl motivò col blocco delle assunzioni, ma se ora il tribunale ha dato loro ragione, immagino che fosse prevista una deroga, essendo stati assunti nelle categorie protette, per le quali è prevista una certa quota”. 

“Se nelle pubbliche amministrazioni qualcuno prende una buca – conclude Malerba – non è corretto che paghi la collettività. Deve pagare chi ha sbagliato”.


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26 maggio, 2017

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