Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Processione della Madonna liberatrice, si rinnova oggi il secolare omaggio alla protettrice di Viterbo (video – fotogallery – slide).
In ossequio alla tradizione, Viterbo tributerà oggi solenni onoranze alla Madonna liberatrice, sua protettrice. La processione, dopo la rievocazione storica del priore degli Agostiniani piazza Rocco Ronzani e l’indirizzo di saluto del sindaco Leonardo Michelini, muoverà alle ore 18,30 da piazza del Comune per concludersi nella chiesa della SS. Trinità con il discorso celebrativo e la benedizione del vescovo monsignor Lino Fumagalli.
L’immagine della Vergine, trasportata dai “Fedelissimi della Liberatrice” su un’artistica macchina barocca, verrà scortata dai Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, e accompagnata, dal clero, dai religiosi, dalla fraternità agostiniana secolare, dalle associazioni laicali, dai volontari dell’Ordine di Malta di Orte e dai fedeli. Al corteo religioso si unirà anche quello storico del Pilastro.
Il culto verso la Liberatrice rappresenta senz’altro la più antica devozione mariana dei viterbesi, poiché è da sette secoli che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio nella chiesa della SS. Trinità, officiata dai padri Agostiniani.
Essa cominciò a essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Vergine alla Città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili: come è riferito dalle cronache del tempo, i viterbesi ritrovarono la pace ai piedi dell’immagine della Madonna, da quel momento proclamata loro Liberatrice.
Per solennizzare tale consacrazione, la magistratura, fece dono al santuario di una riproduzione in argento della città. L’interesse costante del comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse ogni anno, nel lunedì di Pentecoste.
Nel 1871, con la fine dello Stato della Chiesa, il corteo religioso venne interrotto dopo oltre cinque secoli e mezzo. Nel 1945, dopo le tragiche vicende della guerra, su iniziativa dell’arcivescovo monsignor Adelchi Albanesi venne ripresa la tradizionale processione con la partecipazione ufficiale delle autorità municipali.
Roberto Saccarello
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