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Ischia di Castro - All'incontro hanno partecipato anche i parlamentari Mazzoli e Terrosi

“Geotermia: una minaccia per la Tuscia”

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Il tavolo di lavoro

Il tavolo di lavoro

Ischia di Castro – Due onorevoli, altrettanti consiglieri regionali, più di venti sindaci, una decina tra comitati e associazioni, oltre duecento persone a fare da pubblico. Questi i numeri dell’assemblea aperta promossa dal comitato “Farnese – Ambiente, salute e territorio”, svoltasi ad Ischia di Castro lo scorso lunedì pomeriggio nel salone dell’auditorium comunale.

Tema del giorno: “No alla geotermia”. Argomento ampiamente sviscerato in apertura dai rappresentanti del gruppo di lavoro farnesano. E proprio sulla geotermia a media-alta entalpia (quella cioè destinata alla produzione di energia elettrica) si è concentrato l’intero dibattito della tavola rotonda.

“La Tuscia è sotto assedio – ha ricordato il comitato – solamente nel raggio di quattro chilometri da Ischia di Castro e Farnese ci troviamo alle prese con tre progetti. La centrale di Latera è tornata a far parlare di sé, Enel Green Power vorrebbe riaprirla. A valle, nel medesimo sito, una ditta privata con sede in Viterbo è intenzionata a creare una seconda centrale. Se non bastasse tra Farnese ed Ischia sono previsti altri quattro pozzi esplorativi. Pensiamo poi ai progetti proposti per l’Alfina e per il lago di Vico. Invitiamo la provincia intera ad organizzarsi”.

Il microfono, a seguire, è passato al sindaco di casa, Salvatore Serra, che ha patrocinato l’iniziativa ricordando che “solo attraverso un’unità di intenti potremo scongiurare tale minaccia. Prestiamo attenzione, e ricordiamoci di ascoltare le popolazioni che ci hanno eletto come loro rappresentanti”.

A ruota il primo cittadino di Farnese, Massimo Biagini: “Confermo la necessità di un fronte comune – il suo pensiero – partendo magari dalla sottoscrizione del documento di contrarietà partito proprio in un nostro consiglio comunale, e firmato da diversi colleghi”.

Alessandra Terrosi si è concentrata sulla difficoltà di gestione di determinate manovre burocratiche. “E’ folle che Enel riproponga qua a Latera un progetto che già nel 2002 non ha funzionato. E che anche sull’Alfina sta dando problemi trasversali. Queste società però, il più delle volte poco credibili da un punto di vista strategico ed economico, sanno bene come muoversi nei meandri burocratici. Uniamoci in una battaglia che si preannuncia assai dura”.

Alessandro Mazzoli: “Serve un documento, un’espressione di indirizzo, una base di lavoro. Non ci si può riunire solo dinnanzi al pericolo, sarebbe doveroso programmare prima una strategia di sviluppo che precluda tali speculazioni. Questa terra è da troppo tempo oggetto di predatori occasionali, basta. Qui non ci sono elementi necessari per lo sviluppo di tali idee”.

Ampio e tuonante l’intervento del consigliere regionale Enrico Panunzi: “Questa è un’invasione. Non se ne può più. Ho appena riscritto all’area Via della Regione per sapere se la mia moratoria, ferma da un po’, può essere applicata, o integrata e sviluppata affinché metta uno stop al proliferare di questi progetti geotermici. Creiamo una struttura provinciale, un coordinamento, organizziamoci. E nel dubbio vale sempre il criterio di precauzione, nel dubbio le cose non si fanno mai. Si opera solo dinanzi alle certezze”.

La giornata si è chiusa con una carrellata di pareri di numerosi sindaci: Buzzi di Gradoli, il neoeletto Di Biagi di Latera, Giustiniani da Cellere, Mengoni per Ronciglione, Ghinassi di Acquapendente che sta affrontando il medesimo dilemma sull’Alfina, Gentili da Pitigliano, il consigliere comunale di Montefiascone Venturini. Presenti infine un folto numero di autorità, di addetti ai lavori, di cittadini preoccupati per il loro futuro.


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20 giugno, 2017

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