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Viterbo - Il consigliere forzista Marini non nasconde il disappunto: "Nemmeno una parola per chi ha contribuito prima di loro a ottenere questo risultato"

“La riapertura dell’Unione doveva essere fatta per i cittadini”

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo - I lavori all'Unione durante l'amministrazione Marini

Viterbo – I lavori all’Unione durante l’amministrazione Marini

Viterbo – (p.p.) – “La riapertura dell’Unione doveva essere fatta per i cittadini”. Giulio Marini non si aspettava certo un tappeto rosso, ma nemmeno la totale indifferenza.

Martedì, l’amministrazione Michelini ha inaugurato il teatro Unione. Il consigliere forzista non nasconde il disappunto per le troppe mancanze che secondo lui ci sono state. 

“Se qualcuno si fosse impegnato per la città – dice Marini -, lo avrei almeno ringraziato. Cosa che, per esempio, non fa questa amministrazione. E stato possibile riaprire l’Unione perché qualcuno ha lavorato prima di loro. Un errore, in politica, non accettare suggerimenti o il contributo che ciene da altri parti, anche in diversi ruoli.

Mi è sembrata un’apertura forzata, che non mi ha dato la sensazione di completamento dell’opera, se si tiene conto che, alle 15,30, e cioè un’ora prima dell’inaugurazione, c’era ancora la commissione di vigilanza.

E’ stato rifatto il parquet, ideato sotto la mia amministrazione, il contenitore dell’orchestra è stato allargato in seguito a una mia decisione su suggerimento del maestro Antoniozzi. Il sottofondo del teatro poi è stato ricostruito grazie a un lavoro tecnico realizzato coi viterbesi che si ricordavano come era in passato. Lo stesso per la parte più complicata degli impianti.

L’amministrazione attuale ha rifatto il palco, il graticcio, i bagni e i palchetti. Al grosso, però, ci ha pensato la mia squadra, interventi che hanno richiesto tempo, mentre gli altri, quelli più recenti, sono stati conclusi in sei mesi grazie alla ditta che ha ben lavorato”. 

C’è però altro che non gli va giù. “Alla cerimonia, a mio avviso, c’erano poche persone. L’avrei organizzata in maniera diversa, perché, per me, dovevano essere coinvolti i cittadini, visto che il teatro è per loro e dovevano avere la possibilità di accedere insieme alle autorità. Magari pensando anche di inaugurare la struttura con uno spettacolo. Insomma, doveva essere organizzata con più criterio.

Con tutto rispetto per chi era presente, noi però amministriamo per le persone e non per Marini o Michelini e i cittadini non c’erano. L’inaugurazione doveva essere davanti al popolo. Sono abituato a questo stile e alla mancanza di rispetto istituzionale dell’amministrazione che ci guida – conclude Marini -, ma la considerazione per i cittadini la pretendo. La cerimonia non doveva escluderli”. 

15 giugno, 2017

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