__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cessione impianti idrici - Anche il Consiglio di Stato boccia il ricorso dei comuni ribelli e li condanna a pagare 2,500 euro alla società che si occupa della gestione dell'acqua

“Tutti i comuni in Talete”

Gli uffici della Talete in viale Romiti

Gli uffici della Talete in viale Romiti

Viterbo – “Tutti i comuni in Talete”. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che, il 25 maggio scorso, ha bocciato il ricorso dei quindici comuni ‘ribelli’ che non volevano entrare nella società che si occupa della gestione dell’acqua.

L’appello dopo che il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso dei comuni del Viterbese sulla cessione degli impianti idrici comunali a Talete spa. Rigettato anche questo, dal Consiglio di Stato. 

I comuni di Montalto di Castro, Tuscania, San Lorenzo Nuovo, Bassano in Teverina, Sutri, Orte, Vitorchiano, Vasanello, Bassano Romano, Cellere, Fabrica di Roma, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Monteromano, Villa san Giovanni in Tuscia dovranno cedere a Talete le infrastrutture di proprietà comunale per la Gestione del servizio idrico. Servizio che, finora, è stato svolto in via autonoma dai comuni ricorrenti, nonostante la convenzione di cooperazione con Talete risalente al 1999.

Il Consiglio di Stato, oltre a rigettare l’appello, ha condannato i comuni a pagare 2mila e 500 euro ciascuno a Talete. E ha ordinato che la “sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”.

19 giugno, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564