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Intossicazione alimentare - L'ospedale di Perugia: "E' in rianimazione in prognosi riservata" - Migliora il 21enne pugliese

Avvelenamento da botulino, resta in coma lo studente viterbese

L'interno di un ospedale

L’interno di un ospedale

Viterbo – R.D.P. resta in coma, a un mese e mezzo dall’intossicazione. Lo studente viterbese di 26 anni, vittima di un’avvelenamento da botulino insieme al coinquilino pugliese di 21 anni, è ancora “ricoverato in rianimazione con prognosi riservata”. Lo fa sapere, con una nota, la direzione sanitaria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove R.D.P e l’amico sono dal 17 giugno scorso.

Nei prossimi giorni il 26enne viterbese dovrebbe essere trasferito, come rende noto l’azienda ospedaliera umbra, in una struttura del capoluogo della Tuscia, presumibilmente Villa Immacolata.

La direzione sanitaria del Santa Maria della Misericordia sottolinea come “il quadro clinico dei due pazienti è emerso in tutta la sua gravità fin dai primi accertamenti, eseguiti la notte del loro arrivo in ospedale dal personale della struttura di microbiologia. Dopo le lunghe terapie, con monitoraggio dei parametri vitali e il costante confronto con gli esperti del centro antiveleni di Pavia, i sanitari del reparto di rianimazione hanno accertato che per uno dei due pazienti (lo studente pugliese, ndr) esistevano i presupposti del trasferimento in una unità di degenza, in attesa delle dimissioni”.

Il 21enne è così nella struttura di degenza di malattie infettive, diretta dal professor Franco Baldelli. “Le sue condizioni – come sottolinea l’azienda ospedaliera di Perugia – sono in progressivo e costante miglioramento, con la somministrazione di terapie farmacologiche, in attesa di tornare ad alimentarsi autonomamente dopo l’intervento di tracheotomia a cui è stato sottoposto nelle scorse settimane”.

R.D.P. e il 21enne pugliese, entrambi studenti fuorisede, sono ricoverati dalla notte del 17 giugno. Quella sera, un sabato, nell’appartamento nel quartiere Monteluce di Perugia dove vivono, avrebbero cenato con cibi inviati da una delle due famiglie. Cibi presumibilmente mal conservati, che gli hanno provocato un’intossicazione alimentare da botulino.

31 luglio, 2017

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