Viterbo – A Viterbo, trasporto pubblico in tilt. Ventuno bus rotti e corse che saltano in continuazione. I sindacati tornano a chiedere al comune un incontro urgente. La situazione è al capolinea.
Servizio in panne, così lo descrivono nella lettera spedita ieri a sindaco Michelini, consigliere Fabbrini, delegato alle società partecipate e assessore Ricci. Renato Cerocchi (Uiltrasporti), Nazzareno Vecchioni (Ugl Autoferro) e Guido Urbani (Faisa Cisal) non fanno giri inutili.
Più delle parole, bastano i numeri: “Per la carenza di mezzi – dicono i sindacati – con 21 rotti, venerdì 14 luglio sono saltate sei corse, sabato 15, invece, 14 e lunedì 17, 20 corse”. Bus Francigena, chi li ha visti? Gli utenti, no di certo.
“Una situazione tragica – osserva Urbani (Faisa Cisal) – soprattutto per i passeggeri. Se un autista è impossibilitato a uscire perché non ha il mezzo, resta in sede. Gli utenti che pagano per avere un servizio. Invece, aspettano pure sotto il sole, un mezzo che non passerà”.
Disservizi che non sono cominciati da ieri. “Personalmente lo vado dicendo da anni”. C’è un motivo se gli autobus stanno più dal meccanico che non su strada.
“Succede, se si continua a insistere nel comprare mezzi vecchi, scartati da altre città – incalza Urbani – per poi spenderci anche sessantamila euro per rifare carrozzeria e parte meccanica. Non durano. Alcuni risalgono ad addirittura prima del 2000”.
I risultati, poi, si vedono. Anzi, non si vedono. I mezzi non circolano. “Siamo arrivati a 21 rotti e magari domani saranno 23, 24 – continua Urbani – il che vuol dire, il 70% dell’intera flotta”. Carrette in larga parte.
“L’amministratore unico ha poche scelte non avendo capitali, se non comprare questo tipo di bus. Del resto, se il comune non gli da retta…”.
Che il trasporto pubblico a Viterbo sia rimasto a secco, non lo dicono solo i lavoratori. Chiara Frontini (Viterbo 2020) da tempo segnala i disservizi. Ma anziché andare avanti, a palazzo dei Priori hanno ingranato la retromarcia.
“Al di là dei proclami da parte dell’assessore Alvaro Ricci – sostiene Frontini – la decadenza del trasporto pubblico locale a Viterbo è evidente. Sono stati spesi fondi per l’acquisto di mezzi vecchi, che a nostro avviso hanno rappresentato un investimento completamente senza senso e a perdere, visto che poi richiedono moltissima manutenzione e spesso, come è evidente da quanto sta accadendo negli ultimi giorni, non funzionano”.
Non il solo problema. “Senza contare la riduzione delle corse nel periodo estivo verso le frazioni, come ad esempio a Fastello, penalizzando come sempre i territori decentrati.
Noi siamo fermamente contrari a questa gestione fallimentare e restiamo convinti che da parte dell’amministrazione Michelini e dell’assessore Ricci non ci sia una vera volontà d’investire e riqualificare il centro storico, la cui fruibilità dipende molto anche da un trasporto locale efficiente”.
Altrimenti, tutti a piedi.
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