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Viterbo - Parla il penalista Roberto Alabiso, dopo che scorsa notte gli è stata incendiata la macchina nel giardino della villa in strada Querciaiolo

“Si tratta di una minaccia, ma non so cosa ci sia dietro”

di Silvana Cortignani

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L'avvocato Roberto Alabiso

L’avvocato Roberto Alabiso

Viterbo - La macchina dell'avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo – La macchina dell’avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo - La macchina dell'avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo – La macchina dell’avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo - La macchina dell'avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo – La macchina dell’avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo - La macchina dell'avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo – La macchina dell’avvocato Alabiso distrutta dalle fiamme

Viterbo – “E’ stata una minaccia, ma non sappiamo cosa ci sia dietro”. Non ha dubbi l’avvocato Roberto Alabiso, ieri sera ancora scosso per l’incendio appiccato la scorsa notte alla sua vettura, parcheggiata nel giardino della villa di campagna dove abita con la moglie, in strada Querciaiolo.

Non nega di essere preoccupato, né cerca di sminuire l’episodio. “Adesso ci vorrà un po’ più di cautela per qualche giorno – dice, più a se stesso che all’interlocutore -, finché non capiamo se la minaccia si è conclusa con questa espressione violenta oppure se c’è qualche altra cosa dietro”.

Ovviamente il pensiero corre alla professione. Alabiso è uno degli avvocati penalisti più noti della provincia. “Certamente non è una bella cosa – prosegue – ma non capiamo perché, perché tutto sommato non è che abbiamo in questo momento, almeno io, questioni processuali  o procedurali talmente rilevanti da poter suscitare l’interesse di qualcuno che mi vuole intimorire o minacciare. Però, siccome quste cose non si sanno, magari hai sbagliato e non te ne sei accorto o comunque qualcuno crede che tu possa avere sbagliato  e meriti un certo tipo di attenzioni, mentre hai fatto solo il tuo dovere”. 

I carabinieri, nel frattempo, stanno lavorando alacremente sul caso, senza tralasciare alcuna pista e passando al setaccio le telecamere della zona. “Ci sono delle ipotesi, dei nomi, sia su input mio, sia su idea degli stessi investigatori. Speriamo bene”, l’augurio che si fa legale. 

L’auto, un’Audi Q5 di colore nero, nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, in pochi minuti è stata completamente divorata dalle fiamme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bagnaia e di Viterbo che hanno impiegato la mattinata ad effettuare rilievi, sentire il legale e la moglie, verificare se nella zona ci siano telecamere. 

“Abbiamo appurato che non ci sono telecamere sul tratto davanti alla mia abitazione – spiega Alabiso – ma lungo strada Querciaolo ci sono diverse telecamere di privati che hanno installato un sistema di videosorveglianza. Gli investigatori contano di acquisire informazioni interessanti dai filmati, anche perché a quell’ora di notte non sono molte le macchine che passano da lì. E noi immaginiamo che il ‘piromane’ sia venuto in auto dalla strada, per cui sia stato ripreso”. 

Il rogo è divampato verso le 2,45. “Ci hanno svegliato i cani che abbaiavano per dare l’allarme – racconta l’avvocato -. Ci siamo affacciati pensando ai ladri e abbiamo visto la macchina che era già completamente avvolta dalle fiamme. Devono averle appiccate da fuori, facilmente, perché io ero solito posteggiare la macchina addosso al cancello, mi dava come un senso di sicurezza, mai avrei pensato che potesse ispirare un gesto simile.

I vigili del fuoco e i carabinieri sono arrivati prestissimo, in tre minuti d’orologio, ma ormai il danno era fatto. Meno male che le fiamme non si sono estese alla casa o alle sterpaglie della zona, dove con il caldo di quest’estate è tutto secco e ci sarebbe voluto un attimo a far divampare un incendio ben più serio”.

Silvana Cortignani


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28 luglio, 2017

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