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Acquapendente - Così l'avvocato difensore del patrigno arrestato spiega i fatti accaduti

“Ha sparato una fucilata al figliastro per evitare una tragedia”

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Carabinieri

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Acquapendente – (sil.co) – Sparatoria in famiglia ad Acquapendente: “Il patrigno si è solo difeso, il ragazzo lo ha aggredito con un bastone e con un coltello, gli ha sparato alle gambe per fermarlo ed evitare una tragedia”.

Così l’avvocato Vincenzo Dionisi, che assiste il 57enne arrestato giovedì dai carabinieri per avere sparato una fucilata al figliastro, colpendolo alle gambe. “Non voleva ucciderlo, sennò non avrebbe sparato in basso. Voleva soltanto fermarlo”, sottolinea l’avvocato. 

Oggi l’uomo, arrestato su disposizione del pm Paola Conti, che ha disposto i domiciliari, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Savina Poli per l’interrogatorio di convalida.

Il giovane, tuttora ricoverato all’ospedale di Belcolle, è stato colpito alle gambe dalla rosa di pallini esplosi dal fucile imbracciato dal patrigno. Ma non avrebbe mai corso pericolo di vita, tanto che nei confronti del patrigno non è stato ipotizzato il reato di tentato omicidio, ma, almeno per ora, soltanto quello di lesioni personali aggravate. 

“Il mio assistito è un cardiopatico – ricorda Dionisi -, ha già avuto un infarto e a causa dei suoi problemi di salute può svolgere solo dei piccoli lavoretti. Ha rischiato grosso, avrebbe potuto avere un attacco cardiaco”. 

Secondo una prima ricostruzione, l’episodio si sarebbe svolto in due tempi. A casa il giovane si sarebbe scagliato prima contro la madre, poi contro il convivente, sferrando senza riuscire a colpirlo un coltello. Poi sarebbe sceso di sotto e si sarebbe accanito contro la vettura del patrigno, distruggendola. Infine si sarebbe armato di un bastone e si sarebbe diretto verso l’uomo. Il patrigno, per convincerlo a desistere, avrebbe quindi imbracciato il fucile e infine sparato verso le gambe per fermarlo. 

Giovedì pomeriggio la tragedia fiorata, quando il giovane avrebbe dato per l’ennesima volta in escandescenze. “Si tratta di un ragazzo problematico – afferma l’avvocato difensore -, che già in passato si è dimostrato aggressivo nei confronti della madre e del patrigno. Ma stavolta è andato oltre, dimostrando di essere davvero socialmente pericoloso. Se il mio assistito non lo avesse fermato in tempo, chissà come sarebbe andata a finire”. 


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8 luglio, 2017

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