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Viterbo - Parlano i commercianti, preoccupati per la durata dei lavori e la lentezza con cui sono stati avviati

Tregua armata in via Cairoli

di Daniele Camilli

Viterbo - I lavori in via Cairoli - Alessandro Catini nella sua erboristeria

Viterbo – I lavori in via Cairoli – Alessandro Catini nella sua erboristeria

Viterbo - I lavori in via Cairoli - Maria Teresa Altieri della libreria I salici

Viterbo – I lavori in via Cairoli – Maria Teresa Altieri della libreria I salici

Viterbo - I lavori in via Cairoli - Francesco Mecarini del negozio La Padula

Viterbo – I lavori in via Cairoli – Francesco Mecarini del negozio La Padula e Mecarini

Viterbo - I lavori in via Cairoli - Il fotografo Gianfranco Grazini

Viterbo – I lavori in via Cairoli – Il fotografo Gianfranco Grazini

Viterbo - I lavori in via Cairoli - La farmacia

Viterbo – I lavori in via Cairoli – La farmacia

Viterbo - I lavori a via Cairoli

Viterbo – I lavori a via Cairoli

Viterbo - I lavori in via Cairoli

Viterbo – I lavori in via Cairoli

Viterbo - I lavori in via Cairoli

Viterbo – I lavori in via Cairoli

Viterbo - I lavori in via Cairoli

Viterbo – I lavori in via Cairoli

Viterbo – Tregua armata tra commercianti e comune in via Cairoli a Viterbo per i lavori di rifacimento del manto stradale. La maggior parte delle attività commerciali temono il peggio, cioè la chiusura dei negozi. Complice anche la crisi economica.

Multimedia: video –  Via Cairoli, parlano i commercianti

L’assessore ai lavori pubblici Alvaro Ricci li ha incontrati venerdì mattina in via Garbini. Rassicurandoli. Prima che l’ansia diventi protesta a cielo aperto.

Servono tempi rapidi e certi – spiega Alessandro Catini dell’erboristeria Shao Yang -. Si deve migliorare la circolazione delle auto, quindi no al doppio senso di marcia in via delle Piagge e cartelli stradali facilmente riconoscibili da tutti e con le indicazioni necessarie scritte sopra“. Queste le richieste dei commercianti presentate all’assessore che ha disposto i lavori anche per il fine settimana. Un primo intervento per provare ad accelerare i tempi.

I lavori, firmati da Ricci, sono partiti il 10 luglio e termineranno il 5 gennaio del 2018. In mezzo, una pausa per il trasporto della macchina di santa Rosa e le festività di settembre. Per l’occasione la strada verrà nuovamente riaperta al traffico.

L’ultimo intervento in via Cairoli risale al 1984, quando venne a Viterbo papa Giovanni Paolo II.

Lavori necessari“, hanno subito riconosciuto i commercianti della via. Fondamentale però, come hanno ribadito tutti, “la certezza dei tempi e la rapidità degli stessi”.

Il grosso dei lavori riguarda il rifacimento del manto stradale, della soletta in calcestruzzo sottostante e delle fogne. In più è prevista la posa dei cavi dell’illuminazione pubblica. Verrà infine realizzata una zona verde con quattro alberi all’incrocio col sacrario.

Per il momento il traffico è consentito fino all’altezza di via delle Piagge dove le macchine sono obbligate a girare. Possono però passarci solo residenti, commercianti e fornitori.

Nove le vie e una ventina le attività commerciali direttamente coinvolte dalle conseguenze immediate della chiusura di una via che collega piazza san Faustino, crocevia per piazza della rocca, il quartiere Pilastro e la zona commerciale della città, e piazza del sacrario che dà d’un lato verso piazza del comune, dall’altro in direzione di valle Faul. Coinvolta in parte via Emilio Bianchi dove invece si trova una scuola che da settembre ricomincerà a funzionare a pieno regime.

Il tutto in un quartiere, come san Faustino, che nel corso degli ultimi anni ha cambiato aspetto e connotati. Punto di riferimento dell’immigrazione proveniente soprattutto da oriente e dai paesi dell’America latina. Un quartiere che resta popolare come lo è sempre stato, ma la componente “indigena” è sempre più anziana e tappata in casa. Anch’essa, talvolta, per paura. In tal caso dell'”altro”.

I commercianti si lamentano ma senza dare in escandescenze.  

“La gente non passa – sottolinea Maria Teresa Altieri della Libreria dei salici -, con la macchina non si viene. E la strada è pure brutta da vedere. Sei mesi per rifare il manto stradale sono troppi. E la crisi economica ha già fatto chiudere diversi negozi“. 

“La chiusura del traffico ha aggravato una situazione già pesante – ribadisce Francesco Mecarini di La Padula e Mecarini -. Il disagio che ha provocato è notevole. Ci vogliono tempi certi e soprattutto rapidi”.

“Occorre trovare un punto di accordo con il direttore dei lavori – propone Stefania Fortini della farmacia Fortini – per ridurre i disagi. I primi giorni non riuscivano a passare nemmeno i fornitori e i camion dell’immondizia”.

I tempi sono quelli che fanno più paura. “È il percorso lungo quello che spaventa i negozianti – esordisce il fotografo Gianfranco Grazini -, la paura che quando la via verrà riaperta, le attività saranno chiuse perché non ci saranno più clienti. A vedere l’inizio dei lavori, che vanno a rilento, c’è da preoccuparsi. Nei primi quattro giorni hanno lavorato un’ora…”.



Angoscia per la prospettiva. Paura del futuro in un paese senza certezze. Dove le opere pubbliche iniziano ma a volte non si sa quando finiscono. E comunque slittano spesso… di qualche mese.

Daniele Camilli

 

17 luglio, 2017

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