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Viterbo - L'appello di Vittorio Ricci, segretario provinciale Fials

“Villa Immacolata, si ridefiniscano i turni di lavoro”

San Martino al Cimino - Villa Immacolata

San Martino al Cimino – Villa Immacolata

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo potuto constatare che a nostro parere l’istituto Villa Immacolata, ritenuto inopinabilmente un “fiore all’occhiello” della riabilitazione e punto di riferimento per tutto l’alto Lazio e non solo, ha intrapreso da molti mesi una politica gestionale delle risorse umane, che sta facendo acqua da tutte le parti.

In ripetuti incontri con codesta direzione non ultimo quello del 10-02-2015, questa organizzazione sindacale, ebbe a richiedere a codesta direzione, senza averne un reale riscontro, una adeguata ridistribuzione dei carichi di lavoro ed una verifica dei turni di tutti gli operatori, attraverso la esatta indicazione dell’orario (matrice) effettuato da ciascuno.

Da allora, non si è mai arrivati ad una definizione seria dell’articolazione dei turni di lavoro, capace di coniugare da una parte il dovere di garantire prestazioni qualitative e quantitative adeguate all’assistenza dei pazienti e dall’altra, in modo trasparente, orari di lavoro accettabili per gli operatori, nell’ambito dei limiti contrattuali.

Da troppo tempo ormai, i dipendenti in stato di malattia sia di breve che di lunga durata, in ferie o assenti giustificati a vario titolo, non vengono sostituiti, ne trova giustificazione, quanto più volte asserito da codesta direzione su presunti esuberi di personale, dal momento che, perlomeno infermieri ed operatori socio sanitari, sono totalmente insufficienti a garantire l’attuale copertura dei turni. In tale situazione infatti, la direzione del personale si limita ad adottare lo “stratagemma”, di spostare ripetutamente personale da un reparto all’altro a mò di “tappa buchi, svestendo un altare per coprirne un altro”.

Tale modo di interpretare i doveri di garantire assistenza ai ricoverati da parte di codesta direzione, ci lascia molto perplessi ed estremamente preoccupati per il clima conflittuale che si è generato.

Come è noto a codesta direzione, una sottrazione del tempo dedicato all’assistenza sotto i livelli previsti dalla normativa ed oserei dire sotto il comune buon senso, oltre a rappresentare un possibile indebito arricchimento da parte dell’istituto accreditato – trattandosi di denaro pubblico che la Regione Lazio impiega in modo strettamente finalizzato e regolamentato – può determinare anche un’ azione di rivalsa da parte di quei pazienti, che a causa delle carenze assistenziali richiamate, ne subiscano un possibile danno.

Va con se che questa organizzazione sindacale, qualora non si verifichi un cambiamento sostanziale a brevissimo termine, nella gestione dei turni e degli orari, operando le dovute integrazioni di personale, sarà costretta ad intraprendere ogni iniziativa a tutela dei pazienti e degli stessi operatori.

Pertanto, si confida nel tempestivo intervento della S.V., al fine di scongiurare ulteriori azioni di lotta che saranno sicuramente più clamorose.

Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials

15 luglio, 2017

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