Vetralla – “È difficile per noi trovare un senso a questi eventi”. Non riesce a darsi una spiegazione, Mirko Bacocco, dell’azienda agricola di Vetralla dove sono state sequestrate 85mila uova per riscontrata positività al fipronil. Raggiunto telefonicamente, non ha voglia di parlare. “Adesso ho da fare…”. E riaggancia.
Le uniche dichiarazioni, attraverso la pagina Facebook della sua impresa. In cui spiega quello che è accaduto.
“Tra le altre – dice Bacocco – la partita di uova che ci riguarda sarà ritirata nelle prossime ore in via del tutto cautelativa e sarà, nel minor tempo possibile, sostituita con una partita per noi prodotta in altro centro imballaggio per evitare possibile contaminazioni”.
Cerca poi, di ricondurre la vicenda alla sua reale portata. Come aveva già fatto ieri il comandante dei Nas Lusi, circa i rischi. Molto limitati per la salute umana, in quanto le dosi riscontrate sono molto basse.
“Rassicuriamo sul fatto che, chi ha consumato le uova non corre alcun pericolo – spiega Bacocco via social – in quanto la quantità di cui parliamo ha un valore basso e non dannoso. Speriamo di riprendere il prima possibile senza intoppi”.
Dal ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, direttore generale Sicurezza alimentare del ministero della Salute, spiega al Tg La7, che per quanto riguarda l’altra positività, riscontrata in provincia di Ancona, va verificata la provenienza, dal momento che si tratta di un impianto di trasformazione.
“Le uova sequestrate a Viterbo – dice Ruocco sempre al tg di Mentana – sono sicuramente italiane, perché prodotte nell’allevamento ispezionato”.
Si tratta di una situazione delicata, come spiega lo stesso Ruocco: “Serve molta prudenza”.
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