Ischia di Castro – “Tre inneschi a cento metri di distanza l’uno dall’altro”. Per il sindaco di Farnese Massimo Biagini non ci sono dubbi: l’incendio che ha divorato trecento ettari di bosco fino a Ischia di Castro “è doloso”. “E’ stato applicato – dice il primo cittadino -, in tre punti diversi. A cento metri di distanza l’uno dall’altro”.
E anche gli abitanti ne sono convinti: c’è chi sostiene di aver visto delle persone dar via alle fiamme. Lo racconta Salvatore Serra, sindaco di Ischia: “In paese c’è chi dice di aver visto delle persone accendere il fuoco, ma per il momento si tratta solo di voci. Di certo non c’è ancora nulla, ma il sospetto del dolo è forte. E’ impossibile infatti che l’incendio sia partito autonomamente in quattro, cinque punti diversi a distanza di dieci minuti l’uno dall’altro”.
Le fiamme sono state alimentante dal vento, e in un attimo si sono estese a bosco, vigneti e oliveti. E hanno continuato a camminare fino a minacciare le case, ma “per fortuna – sottolineano i sindaci Biagini e Serra – le abitazioni non sono state danneggiate”. La paura è stata tanta, e apprensione tra gli abitanti continua a esserci: l’immenso polmone verde dell’alta Tuscia ancora brucia. Da ormai due giorni. “E’ tutto nero, un panorama inguardabile – lo descrive il primo cittadino di Farnese, Biagini -. Un paesaggio spettrale. In tutta la mia vita non avevo mai visto un incendio così esteso, fiamme così alte e indomabili”.
Ininterrottamente, vigili del fuoco e protezione civile stanno lavorando da lunedì. “Sono eccezionali – sottolineano i sindaci -. Se la situazione non è degenerata ulteriormente è solo grazie al loro straordinari intervento”. Al lavoro anche carabinieri e polizia, per presidiare. Poi la buona volontà dei residenti, che hanno bagnato tutto intorno con i tubi. “C’è stata una collaborazione eccezionale – rivela il primo cittadino di Ischia, Serra -. In tantissimi hanno impugnato i tubi dell’acqua per aiutare i soccorritori a spegnere l’incendio”.
Il vento intanto ha spazzato via quella densa nuvola di fumo che lunedì aveva avvolto i due paesi, fino a farli sparire. “Ma c’è ancora un forte odore di bruciato”, racconta Serra. Come continuano a bruciare le zone più impervie del bosco, dove i mezzi da terra dei vigili del fuoco e della protezione civile non riescono ad arrivare. Servirebbe, come ieri, ancora l’elicottero: ma è di nuovo non disponibile.
Raffaele Strocchia
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