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Viterbo - I carabinieri: "Per ora nessuna caccia al piromane", ma tra la gente il sospetto resta - Foto - Video

Oltre trenta ettari divorati dalle fiamme

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Viterbo - Incendio in località le Masse

Viterbo – Incendio in località le Masse

Viterbo - Incendio in località le Masse

Viterbo – Incendio in località le Masse

Viterbo - Incendio in località le Masse

Viterbo – Incendio in località le Masse

Viterbo - L'incendio in strada Gavazzano

Viterbo – L’incendio in strada Gavazzano

Viterbo - Incendio in località le Masse

Viterbo – Incendio in località le Masse

Viterbo - L'incendio in strada Gavazzano

Viterbo – L’incendio in strada Gavazzano

Viterbo - L'incendio in strada Gavazzano - Arena parla con il caposquadra Massimiliano Fontana

Viterbo – L’incendio in strada Gavazzano – Arena parla con il caposquadra Massimiliano Fontana

Viterbo – (s.m.) – Almeno trenta ettari di terreno in fumo tra boschi e oliveti. 

Il polmone verde della Tuscia annerisce tra le fiamme.

Non c’è angolo della provincia dove il fuoco non sia arrivato, ieri, in una delle giornate più dure per pompieri, forze dell’ordine e protezione civile. 

Da Barbarano a Gradoli e dal lago al capoluogo: Viterbo, nel pomeriggio, bruciava in più punti sulla Cassia sud.

La parabola del fuoco ha disegnato il suo arco tra strada Gavazzano, strada Sasso San Pellegrino, località Le Masse e località Paliano. 

Una corsa contro il tempo. Soprattutto in strada Gavazzano, un inferno di fumo bianco che aggrediva gli occhi e la gola. Qui le fiamme sono arrivate fin dentro i giardini delle case.

La sorella dell’ex assessore Giovanni Arena ha fatto appena in tempo a scappare: l’incendio le ha divorato l’oliveto e una rimessa per gli attrezzi.

La paura era che le fiamme arrivassero alle bombole, ma non è successo: i vigili del fuoco le hanno subito portate via e messe in sicurezza, bagnando costantemente il giardino sopra a quelle interrate.

La settimana scorsa era toccata al nipote dell’ex assessore Arena, che abita in strada Quartuccio: anche lui ha visto le fiamme camminare fino a minacciargli l’abitazione. 

Sette squadre dei vigili del fuoco. Più la protezione civile. Più carabinieri e polizia a presidiare. Più la buona volontà dei residenti, che hanno bagnato tutto intorno con i tubi. L’elicottero da Roma non è arrivato: non era disponibile. 

Alle Masse di San Sisto, la gente immersa nelle pozze d’acqua termale ha visto alzarsi un muro di fuoco all’improvviso. Un forestale che faceva il bagno è intervenuto con gli amici: hanno preso la pompa delle Masse di San Sisto e l’hanno puntata contro quella colonna rossa.

I vigili del fuoco e la protezione civile sono rimasti per ore a controllare che nessun focolaio si riaccendesse. Le vasche termali sono state in poco tempo circondate: da un lato località Paliano in fiamme, dall’altro il rogo che arrivava fino a un margine della superstrada, tanto da chiudere fino a sera lo svincolo per Viterbo Nord. 

Incendi dolosi? Probabilmente. Ma al momento non c’è una traccia precisa, secondo chi è stato per ventiquattr’ore a domarli. E in giornate così impegnative i vigili del fuoco non hanno neanche il tempo di risalire alle cause: l’imperativo è spegnere tutto, fino all’ultima scintilla. 

Qualche tensione, ieri pomeriggio, ci sarebbe stata in strada Sasso San Pellegrino: due persone sarebbero state accusate di appiccare gli incendi da alcuni residenti. Ma, nessuno, tra le forze dell’ordine conferma. Per ora, dicono i carabinieri, non c’è nessuna indagine aperta e nessuna caccia al piromane. 



Multimedia: Ennesimo incendio a Ponte di Cetti: fotocronaca – video – Incendio in località le Masse: fotocronaca – video


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9 agosto, 2017

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