Viterbo – Santa Rosa svetta su Viterbo.
La statua della patrona è stata posizionata in cima a Gloria.
Dopo una giornata di lavoro da parte degli uomini di Vincenzo Fiorillo, per portare a termine il montaggio della macchina, la statua ha preso il suo posto lassù, in alto.
Nonostante il vento, il braccio meccanico si è alzato, con l’ideatore Raffaele Ascenzi e gli operai.
Poco dopo le 22 era già al suo posto.
Multimedia: Santa Rosa in cima a Gloria – Gloria a san Sisto – Gloria verso san Sisto – video Trasporto – video Montaggio
L’arrivo a San Sisto, direttamente dal monastero, dove le suore l’hanno custodita per un anno.
Una cerimonia voluta dal costruttore, per dare maggiore solennità a tutto quello che precede il trasporto vero e proprio.
Iniziativa che i viterbesi hanno apprezzato. Nonostante il freddo, piazza piena.
Il vescovo Lino Fumagalli ha impartito la sua benedizione. “Facciamoci carico – ha detto Fumagalli – delle persone che hanno bisogno. Così come ha fatto santa Rosa. Dividendo quel poco che aveva”.
Quindi, gli immancabili “Evviva santa Rosa” per accompagnare la salita.
Dal canto suo, il sindaco Leonardo Michelini ha ricordato la forza della patrona. Così piccola eppure, capace di opporsi al potere dell’epoca.
Quindi la macchina e il trasporto: “Che ci unisce, ognuno di noi partecipa con i facchini. Faticando, magari non suda. Ma vive un momento di forte condivisione. Una partecipazione totale”.
Prima di portare in alto la santa, è stato dato il via alla raccolta fondi con Centesimiamo. Sul palco, la brocca che da domani sarà alle cene dei facchini in piazza san Lorenzo.
Da riempire con centesimi, ma anche euro e monete. Per aiutare le case famiglia e i bambini che più ne hanno bisogno, come ricordato da Marco Ciorba.
“Parte la raccolta – invita Rodolfo Valentino – diamoci da fare”. Il primo centesimino d’oro consegnato da Martina Casagrande al sindaco Michelini messo nel contenitore dà il via all’operazione. Ne seguono molti altri.
Tutti gli altri sul palco, dal vescovo al presidente del Sodalizio Mecarini, passando per il capo facchino Rossi, Vincenzo Fiorillo, danno il buon esempio.
Adesso, ai viterbesi, il compito di fare il resto.
In piazza anche le suore, del monastero a cominciare da suor Francesca. Insieme a Daniela Bizzarri. Consigliera comunale con delega al centro studi santa Rosa e con le suore del monatero.
Adesso a san Sisto comincia il lavoro vero per arrivare alla sera del 3 settembre.
Giuseppe Ferlicca
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