Ischia di Castro – Più di duecento ettari di bosco in fiamme. Ma il dato è destinato a salire, dolorosamente. Perché il polmone verde che sovrasta Farnese e Ischia di Castro continua a bruciare. Inarrestabile. Dal primo pomeriggio di ieri.
Fotocronaca: Le drammatiche immagini dell’incendio
La chiamata ai vigili del fuoco arriva poco dopo le 15. La partenza da Viterbo è immediata, ma le fiamme si propagano in un battito di ciglia. Alimentate dal vento, iniziano ad ardere tutta la sterpaglia nei campi. Poi attanagliano il bosco, senza più lasciarlo: da Farnese a Ischia di Castro, fino a spingersi in serata verso Valentano.
La parabola del fuoco inizia a disegnare un arco lungo chilometri. Servono rinforzi. Intervengono i pompieri di Gradoli, le squadre di protezione civile, i forestali. Poi le forze dell’ordine. Carabinieri e polizia presidiano e mettono in sicurezza l’area tra strada Lamone e Valle dell’Olpeta.
E’ una corsa contro il tempo. Sfrenata e disperata, perché le fiamme corrono veloci, fino ad avvicinarsi alle case. Le minacciano. Sia a Farnese che a Ischia sono a una decina di metri dalle abitazioni. Nel frattempo, un inferno di fumo aggredisce gli occhi e la gola. Inizia a piovere cenere, e gli abitanti si chiudono in casa. Ischia, in particolare, viene avvolta da una densa nuvola di fumo. Proprio nel giorno di sant’Ermete, patrono del paese. Il santuario della madonna del giglio e il cimitero, a pochi passi dal centro storico, vengono avvolti da lingue di fuoco alte metri.
Le fiamme bruciano centinaia di alberi. Molti crollano sull’asfalto, e le provinciali 47 (la strada che collega Farnese a Ischia) e 117 (che da Farnese va a Latera) vengono chiuse al traffico. Anche la visibilità è ridotta, a causa del fumo. Il fuoco continua a correre. Arde pure i cavi e i pali della luce. Le linee telefoniche vengono interrotte, e molte abitazioni restano isolate. Servirebbe l’intervento di elicotteri e Canadair, anche perché la zona è impervia e per i soccorritori è sempre più difficile domare l’incendio solo da terra: in molti punti i mezzi non riescono neppure a spingersi. Ma gli aerei non arrivano, perché non sono disponibili. E intanto centinaia e centinaia di ettari di campi, boschi e oliveti continuano a bruciare, nonostante lo sforzo sovrumano di pompieri e protezione civile. Il polmone verde tra Farnese e Ischia annerisce tra le fiamme, e continua a farlo avvicinandosi a Valentano.
A fuoco vanno anche capannoni e mezzi agricoli. Nessun danno, invece, per le abitazioni. “Non è stato necessario far evacuare le case, grazie al lavoro straordinario dei soccorritori”, spiegano i sindaci di Farnese e Ischia, Massimo Biagini e Salvatore Serra, fino a notte fonda nelle zone dell’incendio. Ma, sottolineano, “è un disastro, sta andando a fuoco tutto”. Ieri le fiamme si sono avvicinate, minacciose, anche a una mandria di mucche, messe fortunatamente in salvo.
Decine di vigili del fuoco, volontari della protezione civile, forestali sono al lavoro da ore e ore, e hanno operato per tutta la notta. In mattinata dovrebbe essere richiesto, di nuovo, l’intervento dei mezzi aerei, nella speranza che riescano a entrare in azione.
Quella di ieri è stata una delle giornate più dure per soccorritori e forze dell’ordine. E’ iniziata alle 11, per un vasto incendio divampato nelle campagne in località Petignano, a Orte. E anche in questo caso le fiamme si sono pericolosamente avvicinate alle case. Apprensione tra gli abitanti. Un sentimento che si è poi tramutato in dolore quando i vigili del fuoco hanno trovato il corpo carbonizzato di Fernando Sensini, morto a 95 anni mentre tentava di domare le fiamme.
Raffaele Strocchia
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