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Cultura - Nicola Burratti, sorianese con studio a Vitorchiano, chiamato in Florida al “Salvation tattoo lounge”

Un artista viterbese all’Accademia del tatuaggio di Miami

di Alfredo Filippi
Nicola Burratti

Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Un tatuaggio di Nicola Burratti

Vitorchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Un artista viterbese ospite del “Salvation tattoo lounge” di Miami,  considerato dagli esperti del settore una vera e propria “Accademia del tatuaggio”, uno dei quei posti che, come si dice, dettano la linea di questa particolare tecnica.

Lui è Nicola Burratti, 42 anni, sorianese con studio a Vitorchiano, il “Banana tattoo”.

“Tutto è nato per caso – dice lui – hanno visto i lavori mi hanno chiamato a lavorare con loro per tre mesi: mi fermerò però solo una decina di giorni, di più non posso. Sono emozionato, non lo nego. Mi sono specializzato in una tecnica e in uno stile di tatuaggio molto particolare che si chiama Watercolor (acquarello), è uno stile innovativo, conosciuto da 4 – 5 anni. Io lo eseguo da 3 anni e da 2 anni lo faccio in maniera specializzata, non occupandomi d’altro. Questa è una tecnica non convenzionale, non rispetta i canoni tipici degli stili precedenti perché esce dai bordi. Possiamo dire che si avvicina all’astratto, è avanguardia insomma.  In America in questo preciso momento hanno due tecniche che prediligono il realistico: una in bianco e nero e il Watercolor appunto. C’è da dire che gli artisti italiani sono sempre apprezzati e per me sarà un onore rappresentare il nostro paese”.
 
Il “Salvation tattoo lounge” dal 2005 (e da allora in maniera ininterrotta) è stato giudicato il miglior posto di Miami per i tatuaggi: un posto che fa tendenza, insomma. Burratti è partito per la Florida ieri e vi rimarrà fino al 21 agosto.

“La mia passione nasce in un momento ben preciso, erano i primi anni Ottanta, avevo 5 o 6 anni -racconta -. Ero in viaggio di notte verso la Toscana dentro una Fiat Regata color carta da zucchero, e, mentre lo stereo a cassette cantava un pezzo dei Blues Brothers, per caso alzando la manica della maglietta del conducente vidi per la prima volta un tatuaggio: era stato fatto in un breve soggiorno in galera, conseguenza di un errore di gioventù, e chi lo portava non ne era più tanto fiero: ma io ne rimasi folgorato. E mai avrei potuto pensare che il viaggio sarebbe stato così lungo”.  Tanto lungo da portarlo in America.
 
Continua Burratti: “Alle elementari la maestra consiglia ai miei genitori di farmi dare ripetizioni di disegno e alle medie il voto in disegno era costantemente mediocre (ero avanti…). In prima liceo vengo rimandato in disegno tecnico (ero molto avanti…) ma dopo la maturità scientifica mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Roma, indirizzo pittura”.  

E’ del 1997 la prima mostra personale di fotografia alla scuola “Graffiti” di Roma, mentre nel 1998 arriva il diploma di “Arte della Grafica e della Fotografia” all’istituto Magnini di Deruta. Il primo tatuaggio è del 1999 ma Burratti nel frattempo si dedica anche ad altro: docente di disegno grafico e tecnica pubblicitaria, grafico professionista e ha il tempo anche di finire l’Accademia di Belle Arti dove si laurea con 110 e lode. “Col passare degli anni, però, l’arte di tatuare ha assorbito completamente tutte le energie dedicate alle altre attività artistiche e lavorative, confortato anche dai risultati, inaspettati anche per me, e dai riconoscimenti”, sottolinea Burratti. Dopo aver preso nel 2010 il diploma di tatuatore e piercier professionista nel 2011 ecco il grande salto, l’apertura del “Banana Tattoo Studio” a Vitorchiano.

“Considero questo viaggio in America come un punto d’arrivo ma anche come una nuova partenza, un’esperienza dalla quale tornerò di sicuro arricchito e con nuovi stimoli” conclude Burratti.

Alfredo Filippi

12 agosto, 2017

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