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Bagnoregio - Don Marco ai funerali della 20enne morta dopo il terribile schianto sulla Teverina - Fiori e palloncini bianchi - Gremita la cattedrale

“Gli occhi di Elena vibravano di emozioni”

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa - Gli amici

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa – Gli amici

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa - A sinistra la mamma Laura Meassi

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa – A sinistra la mamma Laura Meassi

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa - Il volo dei palloncini

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa – Il volo dei palloncini

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio - I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – I funerali di Elena Maria Coppa

Bagnoregio – C’è mamma Laura accanto a quella bara ricoperta di rose bianche. E’ distrutta dal dolore, per aver perso la sua unica figlia. Davanti al feretro ci sono le amiche, in lacrime, del suo “dolce angelo dagli occhi azzurri”. I suoi compagni di università. La sua famiglia. Poi il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti. Il vicesindaco Luca Profili. E, a seguire, l’intero paese.


Multimedia: Fotocronaca: I funerali di Elena Maria Coppa – video


Quanta gente ai funerali di Elena Maria Coppa, morta a soli 20 anni dopo lo schianto, in auto, sulla Teverina, tra Fastello e Celleno. La cattedrale di Bagnoregio sembra così piccola. Tante le persone. In piedi e anche fuori. Alcuni di loro, in mano, hanno dei palloncini bianchi. Tantissimi i ragazzi. Tanti quanti quelli che da ieri a questa mattina hanno affollato la sala del commiato, dove è stata allestita la camera ardente.

“La morte di Elena è un macigno. Un macigno che pesa. Quando giovedì se ne è andata, è stato terribile scoprire che si può morire anche a vent’anni. E’ˆ umanamente incomprensibile. Ma se sappiamo usarli, questi macigni ci daranno stabilità”. Don Marco Petrella, parroco di Bagnoregio, inizia così l’omelia dedicata a Elena. “Era una studentessa curiosa. I suoi occhi, così belli, grandi e pieni di vita, erano affascinanti. Elena avrebbe dovuto iniziare il cammino della vita. E ora tutto le è aperto, annunziato, scoperto. Certo, ha iniziato un viaggio inaspettato. Anche lei è dispiaciuta di averci lasciato. Ma ora è viva presso Dio. E’ vicina al suo cuore, e a lui parlerà di noi. E noi dobbiamo continuare a parlarle, per trovare forza e coraggio. Perché il suo spirito e la sua bell’anima non hanno chiuso con la realtà”.

Il ricordo di Elena, attraverso le parole di don Marco. “Era coraggiosa, caparbia e sapeva mettere per iscritto le sue emozioni. I suoi pensieri. Aveva questa grazia, e ce l’ha donata. La sua mamma, i suoi nonni, i suoi familiari donando i suoi organi hanno dato una speranza a chi, prima di loro, piangeva. A chi aveva un futuro incerto e a rischio. E così gli occhi e il cuore di Elena, che hanno vibrato di emozioni, amore, gioia e speranza, continueranno a vivere. Mamma Laura non è stata schiacciata dal peso del dolore, ma con questo dono ha continuato a vedere la gioia della vita”.

Poi il monito, ai tanti ragazzi in chiesa. “Non sprecate e non dimenticate l’insegnamento di Elena, che ha vissuto con intensità. Vivete godendo ogni istante, ogni attimo della vostra esistenza. Ed Elena, dall’alto, continuerà a parlare ai vostri cuori. Ai cuori di tutti”.

L’amore per la lettura, per la scrittura, per i viaggi. Elena, brillante studentessa della Sapienza con la passione per la psicologia, rivive nel ricordo, commosso, degli amici. “Era una sognatrice – racconta un’amica, piangendo -. Era riuscita a non perdere la curiosità e la meraviglia che hanno i bambini. Era una ragazza completa, dalle mille sfaccettature: leggera e spensierata, ma anche orgogliosa e permalosa. ‘Il piccolo principe’, era il suo libro preferito. Lo sentiva suo. Lo leggeva tutti gli anni, e ogni volta scopriva qualcosa di diverso. In quel libro c’è tutta Elena: dalla difficoltà a falsi comprendere, al coraggio che aveva. Che amica che era. Che donna che era. Voleva sempre aiutare gli altri. E per questo desiderava diventare una psicologa. E per questo scriveva”.

Singhiozzi, lacrime e tanti applausi. Poi le note di ‘Odio le favole’ di Ermal Meta, suonate con la chitarra dagli amici di Elena. All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato accolto con il volo dei palloncini bianchi. Una foto di Elena è sulla bara. Un’altra la tiene la mamma, stretta sul petto. L’ultimo saluto. Poi il corteo funebre fino al cimitero. Un silenzio surreale avvolge Bagnoregio.

Elena è morta giovedì sera al policlinico Gemelli di Roma. Ha lottato per tre giorni, con tutte le sue forze, dopo il terribile incidente di lunedì pomeriggio sulla Teverina. Contro un’altra auto si è schiantata frontalmente, e tra le lamiere della sua auto è rimasta incastrata. Ma il cuore di Elena continuerà a battere. Nel corpo di un bambino. Dopo quel gesto, pregno d’amore, preso da mamma Laura: donare gli organi della sua bambina, e dare una speranza di vita a chi una speranza di vita non ce l’ha quasi più.

17 settembre, 2017

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