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Viterbo - Il docente sarebbe andato su tutte le furie perché il furgoncino dei rifiuti non è partito al verde

Litigano al semaforo, netturbino denuncia professore per lesioni

L'incrocio tra via Isonzo e viale IV Novembre

L’incrocio tra via Isonzo e viale IV Novembre

Viterbo – (sil.co) – Lite al semaforo tra un professore che va di fretta e un netturbino che sta raccogliendo i rifiuti col furgoncino finisce in tribunale.

L’insegnante, al culmine del litigio per motivi di viabilità, in zona Cappuccini, avrebbe colpito lo scopino che, dopo essersi fatto refertare al pronto soccorso di Belcolle, lo ha denunciato per ingiurie e lesioni personali deciso ad ottenere un risarcimento.

Il giudice di pace ha chiuso il processo di primo grado con un’assoluzione, contro la quale si è però opposto ieri il netturbino, parte civile con l’avvocato Luca Chiodi, mentre l’imputato è difeso da Giuseppe Sinatra. La richiesta è stata accolta ieri dal giudice Silvia Mattei, che celebrerà dunque un secondo processo per riascoltare i testimoni, rinviando all’udienza dell’11 ottobre. 

Nonostante siano passati oltre sei anni, l’animosità rimane. I fatti risalgono al 2010 quando, una mattina di buonora, il docente, diretto in auto verso l’istituto tecnico Paolo Savi fuori Porta Romana, dove insegna, ha incrociato tra via Brenta e il semaforo tra via Isonzo e viale IV Novembre il camion della raccolta dei rifiuti, guidato dalla presunta vittima. 

Erano circa le 8 e il professore, diretto a scuola, non avrebbe gradito di trovarsi bloccato dietro il furgoncino, fermo in prossimità dell’incrocio, quando è scattato il verde. Dopo avere suonato inutilmente il clacson, sarebbe sceso dalla vettura e tra i due sarebbe esploso un alterco. Sarebbero volate parole grosse e poi, secondo l’accusa, l’automobilista, inferocito, avrebbe dato una spinta o forse un pugno al netturbino, corso immediatamente a farsi medicare dai sanitari dell’ospedale e subito dopo a sporgere denuncia.

Il giudice di pace avrebbe chiuso il processo con un’assoluzione “per insufficienza di prove”, ritenendo scarsamente attendibili i testimoni di accusa e difesa e potendosi basare solo sui reciproci addebiti dei due contendenti. Per il prof è stato solo un battibecco, il netturbino sventola il certificato del pronto soccorso. Spetterà ora al giudice Mattei dipanare la matassa.

21 settembre, 2017

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