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Viterbo - Pochi i vip alla festa in Comune - In prefettura spunta Claudio Lotito

Miss Italia sul percorso col tacco 12…

di Maria Letizia Riganelli - Silvana Cortignani
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Alice Sabatini con gli ideatori delle macchine di Santa Rosa

Alice Sabatini con gli ideatori delle macchine di Santa Rosa

Alice Sabatini sale in Comune

Alice Sabatini sale in Comune

Antonella Elia

Antonella Elia

Dario Salvatori

Dario Salvatori

Il vicedirettore del Corriere della Sera Battista e Federico Palmiroli (Le frasi di Osho)

Il vicedirettore del Corriere della Sera, Pierluigi Battista e Federico Palmaroli (Le frasi di Osho)

Raffele Ascenzi e Alice Sabatini

Raffele Ascenzi e Alice Sabatini

Raffele Ascenzi e Alice Sabatini

Raffele Ascenzi e Alice Sabatini

Claudio Lotito

Claudio Lotito

Claudio Lotito

Claudio Lotito

Alice Sabatini

Alice Sabatini

 

Patrizia Frittelli

Patrizia Frittelli

Viterbo – Bella e altissima e con un abito nero da capogiro. E’ la miss Italia di Montalto di Castro, Alice Sabatini, madrina d’eccezione della Macchina di Raffaele Ascenzi. Al suo primo Trasporto. Tra i primi vip ad arrivare a Palazzo dei Priori, era giù nel cortile all’arrivo della stampa. Emozionata all’idea di assistere al passaggio di Gloria. “Me l’ha descritta Raffaele, non vedo l’ora di vederla”, poche parole e molti scatti, in un attimo è già nella sala Regia, sempre scortata dall’ideatore. “Alice è la madrina di questo trasporto”, dice Ascenzi e sorride. Mentre la miss fa l’ennesima foto con tutti gli ex ideatori delle macchine di Santa Rosa. “E’ davvero altissima – dice Alice, mi dispiace non averla mai vista prima. Raffaele mi ha spiegato tutta lo storia del trasporto e sono certa che stasera trasmetterà grandi emozioni, anche perché sarò lì con loro”. Con i tacchi 12 e il vestito lungo. 

Fotogallery: Vip a palazzo dei Priori – Santa Rosa, ospiti Unindustria e Ance

Uno sguardo nella sala d’Ercole, che appare semivuota rispetto ai fasti di altre stagioni. Chi c’è è già affacciato alle poche finestre. Almeno una sbirciatina riuscirà a darla. C’è anche l’ex presidente del consiglio Patrizia Frittelli, la senologa di Belcolle migrata a Roma, bella sempre e sempre nel cuore delle pazienti viterbesi.

A proposito di Roma, in Prefettura c’è il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Deve avere saputo che anni fa assistere al Trasporto della Macchina dalla stessa “postazione” portò bene a Franco Sensi, il presidente della Roma. Aspetta l’arrivo di Gloria, si mescola ai facchini e si lascia immortalare.

“E’ la prima volta che vengo ed è bellissimo. Sono molto colpito – dice il presidente Lotito sotto la macchina a piazza del Comune – da questo clima di attaccamento alla santa che rappresenta grande unità e spirito di sacrificio e grande forza che unisce tutta Viterbo. L’ho voluta vedere perché tutti ne parlavano e sono colpito davvero da questo grande spirito che anima la città”.

Nella sala del consiglio passa una biondina. Jeans col risvolto e camicia a quadretti bianco-celesti sembra la stessa ragazzina della Corrida con Corrado. E’ Antonella Elia – non pare, ma over anta – che gradisce farsi solo fotografare: “Ma della Macchina non parlo”. “Dopo” si è mescolata anche lei volentieri al popolo del buffet. A ruba il risotto con le zucchine al limone, le mozzarelline, le scaglie di parmigiano direttamente dalla forma, il prosciutto tagliato con la “macchinetta a mano” fino fino.

Off limits agli ospiti la sala delle Bandiere, quella dei matrimoni civili, riservata al sindaco Leonardo Michelini e ai suoi selezionatissimi vip. C’è l’amico e mentore Giuseppe Fioroni, con la moglie Rosetta, che si affaccia per un momento dal balcone su via Ascenzi, confermando la sua proverbiale riservatezza: “Non amo apparire, sto bene a casa, ma quando arriva Santa Rosa mi piace passeggiare per Viterbo, si respira un’aria particolare”. Ci sono amici venuti da Roma, ma anche da Firenze. Uno, leggenda vuole, sarebbe arrivato e velocemente ripartito con tre auto di scorta.

Irresistibile Osho, per gli amici intimi Federico Palmaroli. Tra frasi e aforismi, c’è anche lui a deliziare i palati di chi ama farsi una grassa risata senza rinunciare alla satira sottile. Ah Osho ma com’è la macchina? “Bella, da qualche problemino la testata…”. 

Poi ridendo sotto la barba se la svigna con Gianmaria Santucci. Ecco dove trova ispirazione la minoranza. Chi invece non ti aspetti è il radiotelevisivissimo conduttore-giornalista-scrittore Dario Salvatori, sfoggiando gli inconfondibili capelli rossi, direttamente dal “clan” del mitico Renzo Arbore.

“Vergognosamente è la prima volta che vengo a Viterbo – dice Salvatori -. Voi siete fortunati avete una città meravigliosa e una festa meravigliosa, direi che questo è davvero un format italiano che non lascia delusi”.

E’ ben rappresentato il mondo dello spettacolo. Poco lontano c’è il regista Gianni Quaranta, Nastro d’argento alla migliore scenografia nel 1978 per il film Gesù di Nazareth e nel 1983 per il film La traviata, nel 1986 riceve il premio Oscar alla migliore scenografia per il film Camera con vista e nel 1995 il Premio César per la migliore scenografia per il film Farinelli-Voce regina. Vuole partecipare al prossimo bando: “Veramente volevo già partecipare all’ultimo, al prossimo ci sarò. Mi piace la perpendicolarità della Macchina, cammina e sta ferma nonostante la sua altezza. E’ incredibile”.

Non è mancato nemmeno il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista che assiste alla Macchina da una finestra, mentre s concede ai flash abbracciato all’inventore della pagina Facebook “Le frasi di Osho”.

L’oscar del look più originale va però al il principe Stanislaus Klossowski de Rola, barone di Witteville, il figlio di Balthus, l’eccentrico artista, dominus del castello di Montecalvello. Niente da invidiare all’avito avo, con la sua infinita treccia bianca che ciondola sui fianchi e i nastrini sulla fronte. E’ perennemente circondato da una sorta di corte, tra cui ospiti venuti da lontano. Tra le lingue parlate spicca l’inglese.

A prendere l’aperitivo coi dipendenti sul loggiato si vedono degli orientali. Vagamente spaesati. Forse si sono persi.

Chi non ti aspetti davvero a vedere la macchina in Comune è invece il vescovo Lino Fumagalli. In silenzio, seduto su una sedia, guarda Gloria da una finestra. Senza clamori e senza flash. Vuole solo assistere al Trasporto, guardarla dalla finestra mentre scende, gira e riparte. Sospinta e sollevata dai facchini.

Luci accese fino all’ultimo, audio assordante dal maxischerno della piazza, piazza del Comune con le sue tribune, che assomiglia più a un teatro che a una piazza. Grande assente la magia dell’attesa, le orecchie non riescono a “sentire” dove sta la Macchina, c’è troppo rumore.

Poi all’improvviso il buio. Gloria che scende svelta da via Cavour. La santa che si spegne davanti davanti al San Leonardo, dove 50 anni fa si fermò il Volo d’Angeli. Allora tutto tace per un momento e un momento dopo è ovazione. Gloria riporta la magia.  Evviva Santa Rosa. 


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4 settembre, 2017

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