Fabrica di Roma – Non solo il sindaco Mario Scarnati. Nel mirino della procura sarebbero finiti anche un geometra, un tecnico e un architetto.
La magistratura viterbese ha aperto un’inchiesta sul grand hotel confiscato alla criminalità organizzata che il comune di Fabrica di Roma, a cui è stato assegnato, vorrebbe trasformare in una casa di riposo.
Turbativa d’asta il reato ipotizzato dai pm Fabrizio Tucci e Stefano d’Arma, nell’avviso di conclusione delle indagini recapitato agli indagati. “Insieme a me – spiega il primo cittadino – ci sono anche un geometra, un tecnico e un architetto”. Scarnati, dal canto suo, si dice sereno. “Non ho fatto nulla, anche perché della gara d’appalto non ero Rup. E soprattutto non conosco chi si è aggiudicato il bando”.
Il fabbricato a uso alberghiero, che nemmeno albergo è mai diventato, si trova in via della Ferrovia, a due passi dalla frazione di Falerii. Lo scorso anno l’immobile era finito nel mirino dell’Autorità nazionale anticorruzione. Quando il comune si è mosso per affidare l’incarico a un progettista, un gruppo di consiglieri ha inviato un esposto all’Anac per “presunte irregolarità”. L’anticorruzione di Raffaele Cantone, in particolare, ha evidenziato una “singolare tempestività nell’iter procedimentale, conclusosi con l’affidamento dell’incarico in pochi giorni”.
E dall’Anac gli atti sono finiti in procura a Viterbo. Ma, sottolinea il sindaco Scarnati, “quello della magistratura è un atto dovuto, dopo l’esposto della minoranza”. Per il difensore del primo cittadino, l’avvocato Sergio Racioppa, “Scarnati è del tutto estraneo a questa ipotesi di turbativa d’asta. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini, ha subito chiesto un interrogatorio ai pm e l’archiviazione del caso”.
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