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Vitorchiano - Parla Superink, la cui fotografia è finita senza la sua autorizzazione su un articolo del Fatto Quotidiano

“Io tatuatrice, testimonial mio malgrado contro i tatuaggi”

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Superink

Superink nella foto comparsa sulla testata nazionale

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, noto per i suoi numerosi tatuaggi

 
Superink

Superink, uno dei suoi tatuaggi

Superink

La tatuatrice Superink

Superink

Un altro dei tatuaggi di Superink

Vitorchiano – La sua foto finisce sul Fatto Quotidiano a corredo di un articolo in cui si parla dei rischi dei tatuaggi. E lei, che di mestiere fa la tatuatrice, presso lo studio Banana Tatoo di Vitorchiano, sentendosi danneggiata, si rivolge a un legale, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, per presentare un esposto contro il noto quotidiano che avrebbe usato la sua foto senza alcuna autorizzazione. 

Protagonista della disavventura Francesca, 32 anni, ma preferisce farsi chiamare col nome d’arte Superink, dove, ironia della sorte, “ink”, sta per inchiostro. E proprio l’inchiostro è al centro dell’articolo intitolato “Tatuaggi, il viaggio delle nanoparticelle di inchiostro nel corpo fino ai linfonodi”, corredato da una sua foto sopra la quale campeggia la scritta “Il tatuaggio uccide, smetti di tatuarti, vivi per i tuoi cari”. Abbiamo parlato con Superink in vivavoce, mentre si trovava in macchina con Nicola Burratti, titolare dello studio Banana Tatoo. 

Allora, Superink, raccontaci cosa è successo…
“E’ successo che mi hanno sbattuta sul giornale senza il mio consenso. Diverse persone che conosco hanno cominciato a telefonarmi per dirmi che ero finita sul giornale in un articolo in cui si parlava dei rischi dei tatuaggi. Io non me ne ero accorta”.

Allora cosa hai fatto, quando hai scoperto all’improvviso di essere diventata famosa?
“Sono andata a vedere Il Fatto Quotidiano e ho scoperto che hanno usato una mia foto per un articolo che non diceva nulla che non si sapesse, e cioè che l’inchiostro usato per i tatuaggi finisce nei linfonodi, creando però un allarmismo ingiustificato perché non c’è nessuna correlazione con eventuali rischi per la salute”.

Quindi sei sicura, non gli hai dato tu quella fotografia?
“Assolutamente no. Non so dove l’abbiano trovata, ma è una fotografia scattata durante una convention che si è tenuta a Roma a marzo. Resta il fatto he, dovunque l’abbiano trovata, loro hanno usato la mia faccia senza autorizzazione”.

Insomma, non l’hai presa bene
“Per me, che non solo amo farmi i tatuaggi, ma faccio la tatuatrice di mestiere, una cosa del genere è un doppio danno, alla mia persona e alla mia professione. Sembra quasi che io sia la testimonial di una campagna contro i tatuaggi, hanno usato la mia immagine per un articolo in cui dicono una cosa vera e risaputa, e cioè che i linfonodi trattengono il colore, ma in un modo che crea solo allarmismo, senza alcun fondamento scientifico”. 

Sulla sua pagina Facebook, c’è un post di Nicola Burratti che la dice lunga. “Ho una collega – scrive – che con questo mestiere ci paga l’affitto e le rate della macchina, ci campa insomma. Ha lasciato, come me, un posto fisso per dedicarsi completamente alle sue attitudini,è una scelta dura, un rischio serio, ma la passione e lo stile di vita ripagano la completa mancanza di sicurezza e i periodi meno floridi. Poi una sera si trova un’articolo pseudo scientifico di un giornale di una testata di rilevante importanza che descrive con termini ripetitivi e ridondanti l’ipotetico viaggio delle microparticelle di inchiostro dove l’unico concetto chiaro è:’getta un’ombra su possibili rischi non ancora indagati'”. 

“Fuffa – prosegue – chiacchiere, articoli o link fatti esclusivamente per essere condivisi e guadagnare soldi degli sponsor con i click degli utenti. Fin qui nulla di nuovo o eclatante, peccato che sul suddetto articolo c’è la sua faccia, che come ribadisco con questo mestiere ci campa. In sintesi i tatuaggi fanno male, ma la sua bella immagine di professionista giovane e emergente fa comodo, piace e prende like, poi se l’articolo che diffama una categoria intera non lo legge nessuno è un dettaglio. Naturalmente tramite il legale dello studio (fa ridere ma è vero) faremo un esposto alla procura della repubblica contro il famoso giornale”.

Silvana Cortignani


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16 settembre, 2017

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