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Viterbo - Pd - Alla Festa Democratica Valeria Fedeli (Istruzione) con Giuseppe Fioroni: "Riprenderò due sue iniziative"

“Un ministro di 10 anni fa che interroga quello attuale…”

di Giuseppe Ferlicca
Valeria Fedeli, Pietro Nocchi e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli, Pietro Nocchi e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Luisa Ciambella e Valeria Fedeli

Luisa Ciambella e Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli, Pietro Nocchi e Giuseppe Fioroni

Valeria Fedeli, Pietro Nocchi e Giuseppe Fioroni

Viterbo - Pd - Festa Democratica

Viterbo – Pd – Festa Democratica

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Viterbo – “Un ministro di dieci anni fa che interroga quello attuale. Non so se capite come siamo messi…”.

Sono da poco passate le 19 e a piazza della Polveriera a Pianoscarano, arriva la ministra alla Pubblica istruzione Valeria Fedeli. Introdotta e intervistata dal suo predecessore, Giuseppe Fioroni.

  •  – Fotocronaca: La ministra Valeria Fedeli alla Festa democratica

    È la chiusura della Festa democratica voluta dall’Unione comunale Pd. Quarta e ultima tappa. Fioroni introduce la ministra Valeri e Andrea Egidi, segretario provinciale del Partito democratico, introduce tutti e due. Nella piazza della Biferali, storica sezione del Partito comunista. Egidi non manca di sottolinearlo. Ma Fioroni subito dopo riporta il dibattito più al centro: “Qui c’è stata anche la sede della Democrazia cristiana”.

Il parlamentare viterbese vuole sul palco Pietro Nocchi. Candidato alle elezioni provinciali. “Chiamiamo Nocchi, prossimo presidente della provincia. Faccio finta d’aspettare il 17, ma mi auguro che il neo sindaco di Capranica sia il nuovo presidente della provincia”. Quando si dice, bruciare le tappe.

Nocchi alla fine parla: “In poco tempo, sindaco di Capranica, poi candidato presidente della provincia e ora sul palco insieme a un ministro e Fioroni. Che altro devo aspettarmi? Udienza dal papa…”.

Fioroni chiosa: “Così anche la stampa vede la differenza fra Nocchi presidente della provincia ed Equitani che non lo sarà mai”. 

Si parla di scuola, Fioroni va un po’ fuori tema. Con le provinciali e poi parlando della piazza. “L’idea che l’unico modo di fare politica sia quello di stare su Facebook o Twitter e che con un post si possano risolvere i problemi della gente – spiega il parlamentare viterbese – evitando il confronto diretto, senza toccarsi e parlarsi, mischiarsi come diceva don Milano, significa privarci di un pezzo importante”.

Si sta in piazza e spera di tornarci. “Dopo il congresso provinciale – anticipa Fioroni – dovremo tornare nei centri” In vista del voto, spera pure nel ritorno ai cittadini della possibilità di scegliere deputati e senatori, le preferenze.

Quindi tocca alla ministra. Tema: la buona scuola. È preparata.

“Il limite del provvedimento – spiega Valeria Fedeli – è stato farlo passare sopra la testa di presidi e docenti. Non c’è stato confronto su obiettivi e quello che serviva per realizzarla. Facendola contro, uccidi qualsiasi idea, anche la migliore”.

La ministra si ferma e si rivolge a Fioroni: “Non mi sgridi, vero? C’è un altro punto delicato da affrontare”. Fioroni bonariamente annuisce.

“L’alternanza scuola lavoro – continua la ministra – e aule professionalizzanti. Non appena arrivata, il primo chiarimento che mi sono sentita di fare, è che l’alternanza scuola lavoro non è l’apprendistato. È fondamentale”.

E sempre sull’alternanza scuola – lavoro: “Abbiamo inserito sul sito del ministero anche un tasto rosso. Per i rappresentanti degli studenti. Quando capita qualcosa che non si è nelle condizioni di dire, possiamo intervenire noi”. Annuncia, poi, l’arrivo di mille tutor formativi che si aggiungono a quelli già formati nelle scuole.

Giuseppe Fioroni passa dalla scuola all’università e batte più volte sulla laurea in Beni culturali. Ancora oggi serve a poco. Ci sono stati incontri con il Mibact. Chissà che qualcosa non si muova.

Poi, di nuovo a scuola: “Con tutto il rispetto per i presidi – sottolinea Fioroni – alle scuole non serve un capo azienda, ma qualcuno che deve far marciare la comunità. Per gli insegnanti, occorre un sistema di progressione delle carriere, legato al merito”.

La chiusura di Valeria Fedeli è un omaggio all’allora ministro Fioroni. Rilancerà due idee che intraprese dieci anni fa.

“Il decreto sulla corresponsabilità educativa – anticipa la ministra – fra scuola, famiglia e società. Anche i genitori devono essere consapevoli, non scaricare la funzione educativa solo alle scuole. Le famiglie vanno coinvolte.

E poi, una campagna per il rispetto delle differenze.

“A settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, la distribuiremo nelle scuole, chiedendo di farla vivere”. Ma vuole una mano dal parlamentare viterbese: “Beppe, mi devi aiutare a trovare un po’ di soldi”.

Alleluia. Non lo pronuncia Fioroni. È la canzone con cui si chiude l’incontro.

Giuseppe Ferlicca

9 settembre, 2017

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