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San Martino al Cimino - Oltre quindici esemplari abbattuti in poche ore da sessanta uomini - Un cacciatore: "Intervenuti in aiuto degli agricoltori che vedono decimati i raccolti di castagne"

Battuta di caccia al cinghiale da record

San Martino al Cimino - Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino – Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino - Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino – Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino - Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino – Battuta di caccia al cinghiale record in località Madonnina dei Cimini

San Martino al Cimino – Battuta di caccia al cinghiale record. “Ne abbiamo catturati una quindicina”, racconta Stefano Tisbo della squadra Sartore di Vetralla. Domenica, tra i boschi della Madonnina, località di San Martino al Cimino, insieme ai cacciatori della Cacciarella sammartinese, ha dato vita a una battuta di caccia al cinghiale “straordinaria”.

Più di sessanta uomini, divisi in tre squadre. “Eravamo tutti in campo, contemporaneamente – spiega Tisbo -. Da vent’anni andiamo a caccia di cinghiali in braccata, insieme. Siamo amici, spinti da un incredibile spirito di aggregazione”.

La battuta di domenica tra la fitta macchia di località Madonnina dei Cimini, dove ci sono decine di castagneti. “Sono stati gli agricoltori della zona a chiederci di intervenire – dice Tisbo -. Gli siamo andati in aiuto perché vedono i loro raccolti decimati dai cinghiali”. Una cacciata “veloce, iniziata alle 9,30 e finita all’ora di pranzo – afferma Tisbo -. Stando al regolamento regionale, è vietato cacciare il cinghiale prima delle 9. Una mezz’ora per firmare tutte le pratiche, e abbiamo iniziato”.

Nella battuta di domenica fondamentale è stato il ruolo dei cani da seguita. “Senza di loro – rivela Tisbo – non si fa mai nulla. Vengono addestrati e allenati per tutta l’estate, per poi mettere in pratica gli insegnamenti. Una volta portato il cane nella zona della caccia, questo prova a individuare il cinghiale sentendone l’odore. Quando trova il luogo in cui sta dormendo, inizia ad abbaiare e chiama gli altri cani. Accerchiano la preda finché questa non scappa lungo l’unica via di fuga presente, ed è lì che interviene il cacciatore”.

Domenica, tra i cinghiali catturati, c’era anche il maschio del branco, dal peso di 140 chili. “Tutte le carcasse – assicura Tisbo – sono state smaltite da due aziende autorizzate dalla regione”.

Zona Madonnina dei Cimini non è l’unica, della provincia, invasa dai cinghiali. “Al parco dell’Arcionello – spiega Tisbo – la problematica è immensa. Da lì le bestie arrivano sulla Cimina, dove al giorno ce ne sono almeno due, tre morte sul ciglio della strada. Anche la Palanzana esplode di cinghiali, che poi si spingono fino in città”.

11 ottobre, 2017

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