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Cultura - Spettacolo - L'assessora Perà interviene sulla chiusura del teatro Caffeina: "E' molto brutto quando si prende in giro la cittadinanza"

“Le autorizzazioni non ci sono, grave che abbiano aperto”

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Viterbo - L'assessore allo Sviluppo economico del comune di Viterbo Sonia Perà

Viterbo – L’assessore allo Sviluppo economico del comune di Viterbo Sonia Perà

Viterbo - L'inaugurazione di teatro Caffeina

Viterbo – L’inaugurazione di teatro Caffeina

Viterbo - L'inaugurazione di teatro Caffeina

Viterbo – L’inaugurazione di teatro Caffeina

Viterbo – “Teatro Caffeina, le autorizzazioni non ci sono. Grave che qualcuno abbia aperto un luogo di accesso al pubblico senza averle. Brutto prendere in giro la cittadinanza”. L’assessora Sonia Perà non usa mezzi termini. Sabato sera, il teatro Caffeina, inaugurato il giorno prima, è stato temporaneamente chiuso. Sul palco, la direttrice del teatro Annalisa Canfora ha dato l’annuncio della sospensione degli spettacoli.

L’assessora Perà, che presiede la commissione di vigilanza su delega del sindaco e che autorizza dal punto di vista della sicurezza, attacca: “Condanno le dichiarazioni della fondazione a difesa della professionalità di tutti i membri della commissione che, dopo un lungo esame, si sono visti costretti a non dare l’autorizzazione per la documentazione del tutto incompleta”.

Poi spiega: “Questo teatro, chiuso da tanto tempo, è stato completamente ristrutturato. E’ evidente che nel momento in cui si interviene così su un immobile, che deve ospitare il pubblico spettacolo, ci devono essere dei permessi.

La cosa grave è che non è mai successo che qualcuno, senza autorizzazione per aprire un luogo di accesso al pubblico, lo abbia fatto ugualmente. Gli organizzatori hanno ricevuto una diffida, notificata dai vigili urbani, a interrompere la programmazione dalle 15, in poi.

Sapevano da mesi di dover aprire il teatro e hanno chiesto l’autorizzazione pochi giorni prima dell’inaugurazione. Forse hanno fatto i lavori e sono andati un po’ lunghi coi tempi, per cui non ci sono stati i termini per la sicurezza, quegli elementi necessari che vengono richiesti per salvaguardare l’incolumità delle persone che viene prima di tutto. Specie dopo i fatti di Torino, in seguito ai quali, c’è stata una stretta da parte del ministero nei controlli.

C’erano, infatti, mancanze sulla sicurezza antincendio, le certificazioni degli impianti, richiesti anche per una casa e il completamento dell’impianto di aerazione. Tutte cose tecniche che sono state rilevate nel verbale. Se, nei prossimi, giorni riusciranno a portare ogni cosa, e si verificherà poi che sia stato messo tutto a norma, a quel punto, si potrà aprire. Perché nessuno ha mai pensato il contrario”.

Continua l’assessora: “Hanno presentato la domanda con tempi così stretti che la commissione si è dovuta riunire la mattina dell’inaugurazione e lo ha fatto solo ed esclusivamente per trovare una soluzione alla loro pratica. Quel giorno, abbiamo infatti finito alle 14,30. Abbiamo fatto l’impossibile, ma mancavano delle cose.

Oltretutto, come ho già detto, non si trattava di una cosa estemporanea, accaduta all’improvviso, ma di un lavoro di ristrutturazione e un’inaugurazione programmati da diverso tempo. E non ci si poteva chiedere di firmare un decreto d’urgenza, perché nessuno si sarebbe preso certe responsabilità, specie quando si tratta di sicurezza.

Si grida alla burocrazia e mi sembra una follia visto che, proprio rispettando i tempi burocratici, ci sarebbe voluto molto di più, dato che il regolamento della commissione prevede la presentazione delle domande almeno 20 o 30 giorni prima dell’apertura”.

Su quando il teatro Caffeina potrà riaprire Perà non si sbilancia. “Ora, c’è verificare effettivamente se abbiano terminato i lavori per essere certificati e quanto siano in regola con quello che è necessario visto che, a oggi, la commissione non ha potuto esprimersi in quanto non c’erano tutti i documenti. Dal punto di vista della tempistica del comune, l’iter amministrativo è breve e lo ha dimostrato il fatto che, già una volta, abbiamo esaminato una pratica presentata pochissimi giorni prima. Se dovessero farlo oggi, per esempio, ci sarebbe la convocazione di una commissione che nell’arco di una settimana prenderebbe tutto in considerazione”.

L’assessora tiene a sottolineare: “C’è da tenere conto che è sempre un’eccezione alla regola, perché la tempistica prevista sarebbe altrimenti diversa. Presentare le domande all’ultimo è un brutto vizio di tutti, su cui si sta normando, perché così non si può andare avanti in materia di sicurezza. Da parte del comune quindi c’è e c’è sempre stata la massima disponibilità”.

Infine.
“Il presidente della Fondazione Andrea Baffo – conclude Perà – ha detto che non gli è stata data alcuna comunicazione di diniego, ma c’è da precisare che la commissione è un atto interno e quello che il cittadino deve avere è l’autorizzazione. Mi spiego, se una persona apre un negozio senza licenza, non è il comune che chiama e la avvisa che non ce l’ha. La cosa più grave poi è che ad affermarlo sia un dipendente di questo comune. Non solo, l’ex assessore Barelli ha presieduto, prima di me, la commissione di vigilanza. Il mio telefono è stato sempre acceso e, così come, nei giorni precedenti sono stata chiamata per sollecitare l’esame della pratica, allo stesso modo, se avevano dei dubbi potevano chiamarmi. E’ molto brutto quando si prende in giro la cittadinanza”.


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9 ottobre, 2017

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