Viterbo – “A queste condizioni impossibile partecipare al bando”. Fausto Sensi, gestore delle Terme dei Papi, se il limite resterà a 23/24 litri al secondo, non presenterà la domanda per il rinnovo della concessione per l’utilizzo dell’acqua termale all’interno dello stabilimento di strada Bagni. Per lui, troppo pochi.
“Ho problemi a capire la logica dell’avviso pubblico del comune – dice Sensi – . La quantità di acqua prevista non è sufficiente a far funzionare lo stabilimento, visto che ne ha bisogno di almeno 35 litri per garantire tutti i servizi. E’ nell’interesse del comune, proprietario della struttura, far sì che ciò accada per evitare anche di essere superati da altri stabilimenti.
E’ un imperativo per ogni imprenditore migliorarsi e migliorare l’offerta, il comune, invece, sta disponendo dei provvedimenti che non vanno nella direzione dell’accreditamento dello stabilimento, anche a livello nazionale”.
Sensi spiega: “Già ora, l’acqua, purtroppo, ci arriva in maniera discontinua. La caldara del Bullicame che, storicamente, è la fonte che alimenta le terme comunali, da un po’ di tempo, eroga una quantità inferiore dei dei litri che servono per un incidente accaduto due anni e mezzo fa. Speriamo si risolva perché per noi è difficile erogare tutti i servizi e fare una programmazione”.
Se il limite fissato resta sui 23/24 litri al secondo, per Sensi “è insostenibile partecipare al bando che, tra l’altro, è parziale perché riguarda una fonte e non ci risolve il problema dell’alimentazione dello stabilimento. Il bando poi prevede l’erogazione della fonte pozzetto, e delle altre, per esempio quella storica, la caldara, non se ne parla. E’ impensabile, ecco perché ho forte perplessità e spero si arrivi a un’impostazione diversa”.
Potrebbe quindi verificarsi il rischio di una doppia gestione. “Il bando è pubblico – continua Sensi – per cui può partecipare chiunque e, nel caso dovesse aggiudicarselo un terzo, che senso avrebbe offrirgli la possibilità di usufruire dell’acqua, mentre a noi resterebbe una scatola vuota. Irrazionale.
Spero quindi in un incontro con l’amministrazione perché sia fatta chiarezza e si arrivi a un soluzione per un funzionamento corretto e ottimale dello stabilimento che sia proiettato nel tempo. Il nostro impegno sarà totale. Alla fine, restituiremo una macchina a pieno regime con un valore superiore a quello attuale e sarebbe sciocco, ora, minare la crescita di una proprietà comunale“.
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